Si chiude con il segno meno per il secondo anno consecutivo il bilancio per le imprese artigiane della provincia di Terni. Nel 2011 il comparto dell’artigianato continua a registrare segni di sofferenza come emerge dai dati diffusi dalla Commissione Provinciale dell’Artigianato di Terni che presso la Camera di Commercio gestisce l’albo delle imprese artigiane. Nel 2011 le nuove iscrizioni sono state 363 a fronte di 466 cancellazioni, con un saldo negativo dunque di 103 unità. A chiudere i battenti sono state maggiormente le imprese individuali (355 nel 2011 su 466). Al 31 dicembre risultano dunque attive 5.383 imprese, lo stesso numero registrato nel 2000 (il picco massimo di iscrizioni era stato raggiunto nel 2005, quando a fine anno le imprese iscritte erano 5.560).
“Il dato conferma la situazione di difficoltà dell’economia ternana – commenta il presidente della Commissione, Lucio Ponsanesi - permane una giustificata cautela a avviare imprese e confidiamo sui nuovi provvedimenti che il governo Monti si appresta a varare per ridare fiducia e opportunità a quanti, in particolare ai giovani, sono disposti a assumere il rischio di avventurarsi su un mercato quanto mai competitivo e in fase recessiva”. “
“C’è anche da considerare – aggiunge Ponsanesi - che il dato quantitativo delle iscrizioni e delle cancellazioni non ci dà la reale misura dei fenomeni in atto. La crisi sta modificando la mappa delle piccole aziende ternane e si evidenziano anche processi positivi di crescita di piccole aziende attente all’innovazione e già in grado di essere sui mercati internazionali. Nello stesso tempo scompaiono imprese artigianali che hanno alle spalle una lunga storia, in settori tradizionali, che lasciano dei vuoti non colmati. Pesa in particolare la crisi del settore edilizio, che a Terni, è il settore con più alta concentrazione di piccole aziende”.