Il quadro congiunturale della provincia di Como che emerge dalle risposte fornite dagli operatori interpellati nella consueta indagine trimestrale è sostanzialmente positivo, anche se qualche indicatore stenta a rientrare nell'area della positività. La produzione industriale è aumentata del 2% rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, consolidando i miglioramenti avviati dalla fine dello scorso anno. E' il quarto trimestre consecutivo che la produzione industriale registra incrementi tendenziali positivi, dopo quattro anni di risultati negativi. Rispetto al precedente trimestre c'è stata invece una flessione dei livelli produttivi. Questo risultato è però condizionato dal fatto che le risposte si riferiscono ad un trimestre nel quale si concentrano le ferie del nostro apparato produttivo. L'incremento della produzione industriale nel terzo trimestre non è riuscito a migliorare la performance dei primi nove mesi, che non è particolarmente brillante se confrontata con l'evoluzione delle altre province lombarde, le quali sono state tutte più dinamiche, ad eccezione di Sondrio. Ritornando al territorio comasco, si segnala che, dal punto di vista dimensionale, sono andate meglio le imprese di più piccole dimensioni: +2,3% la variazione della produzione industriale delle aziende fino a 50 dipendenti; + 2,1% per quelle da 50 a 199 addetti; +1,3% per le aziende con oltre 200 addetti. Secondo la destinazione economica, hanno mostrato maggior accelerazione i beni di investimento (+ 7%) e i beni intermedi (+2%). In leggera flessione invece i beni finali. Per quanto riguarda i settori, la situazione si presenta variegata. Il segno negativo contraddistingue il legno-mobile, la carta ed editoria e l'alimentare. L'abbigliamento, la meccanica e la gomma plastica hanno registrato incrementi superiori al dato medio. Il tessile e la chimica, che pure sono positivi, sono rimasti sotto la media. Secondo la riclassificazione dei beni in base ai criteri "Pavitt", la ripresa si è estesa a tutte le tipologie produttive, ad esclusione dei beni ad alta tecnologia, che nel trimestre precedente erano invece risultati i più brillanti. I beni di elevata specializzazione sono quelli in maggiore espansione. Il tasso di utilizzo degli impianti è risultato in contrazione, attestandosi al 61% dello sfruttamento della capacità totale, rispetto al 68% del trimestre precedente. I nuovi ordinativi sono diminuiti rispetto ai livelli del trimestre scorso. Anche questo parametro è condizionato dalla stagionalità dei dati che caratterizza il III trimestre. Gli ordinativi affluiti alle aziende sono diminuiti del 2,4% sul mercato interno e dell'1% su quello estero. Il fatturato delle aziende è migliorato su base annua: + 2% la variazione sul mercato interno e +4% quella sul mercato estero. L'evoluzione congiunturale - rispetto al trimestre precedente - è stata invece negativa. Il portafoglio ordini è rimasto sostanzialmente sui valori osservati nel trimestre precedente: le giornate di produzione assicurata a fine settembre 2006 sono risultate pari a 35 (erano 34 il trimestre scorso). Le previsioni formulate dagli operatori per i prossimi mesi sono tutte positive e in miglioramento rispetto al trimestre scorso. La produzione è attesa in crescita, con un saldo positivo tra opposte segnalazioni di crescita e di diminuzione pari al 39% (era del 13% nel II trimestre). Aspettative positive anche per la domanda interna (+32% il saldo tra ottimisti e pessimisti) e soprattutto per quella estera (+36%). Le previsioni per i livelli occupazionali delle aziende sono invece stabili. Il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni ordinaria si è ulteriormente ridotto in questo trimestre; le ore autorizzate sono infatti scese dalle 275mila ore del II trimestre 2006 alle 224mila di questo trimestre.