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interviste » Silvia Campana: detenuti al lavoro opportunità per le imprese

  • DATA:
    19-12-2008
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“Detenuti al lavoro. Un’opportunità per le imprese” è il nome del progetto realizzato da Bergamo Formazione, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Bergamo, in collaborazione con l’ente camerale e dieci associazioni economiche di categoria del territorio, che mira a favorire il reinserimento lavorativo dei cittadini detenuti, grazie anche alle opportunità, in termini di sgravi contributivi e fiscali, messe a disposizione delle imprese da leggi nazionali. Abbiamo parlato dei risultati del primo anno di lavoro con Silvia Campana – responsabile per Bergamo Formazione del progetto.

Come nasce il progetto “Detenuti al lavoro. Un’opportunità per le imprese”?
Per creare, sul tema dell’inclusione sociale, una rete stabile di comunicazione tra le Camere di commercio e le strutture territoriali dell’Amministrazione Penitenziaria, nel 2004 è stato stipulato il Protocollo d’Intesa tra Unioncamere e Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Due in particolare gli obiettivi del Protocollo: porre in relazione la domanda di lavoro proveniente dai carceri con i bisogni occupazionali espressi dal mondo imprenditoriale, così da incrementare le opportunità lavorative esterne rivolte ai detenuti e incentivare le lavorazioni penitenziarie, e diffondere informazioni corrette ed esaustive sugli sgravi contributivi e fiscali previsti dalle leggi nazionali o regionali per le imprese che assumono detenuti.
La Camera di Commercio di Bergamo, aderendo al Protocollo, ha quindi ritenuto opportuno svolgere su questo tema un ruolo di mediazione tra istituzioni e mondo della produzione e del lavoro, attraverso il coinvolgimento del sistema imprenditoriale locale.

Quali sono i vantaggi per le imprese e quali per i detenuti nell’ambito di questa particolare iniziativa di reinserimento lavorativo?
Per fruire dei benefici previsti dalla normativa nazionale (Legge Smuraglia) le aziende devono assumere, con contratto di lavoro subordinato (a tempo pieno o parziale) non inferiore a un mese: detenuti ammessi al lavoro esterno ai sensi dell’art. 21 della Legge 354/75, ossia detenuti che possono uscire dal carcere per il tempo strettamente necessario a svolgere l’attività lavorativa; detenuti interni agli istituti penitenziari, da coinvolgere in attività lavorative svolte all’interno dell’istituto stesso.
Le principali agevolazioni previste dalla Legge Smuraglia, per le imprese e le cooperative sociali che assumono detenuti ammessi al lavoro esterno, sono in sintesi le seguenti: un credito d’imposta di 516,46 euro mensili, valido anche per il periodo necessario alla formazione (max un mese), che precede il contratto di lavoro; beneficiare delle agevolazioni sopra anche nei 6 mesi successivi alla scarcerazione del detenuto, qualora il rapporto di lavoro dovesse proseguire.
Per le cooperative sociali è anche previsto un abbattimento dell’80% dei contributi assistenziali e previdenziali. Per le imprese private e le cooperative sociali che assumono un detenuto per impiegarlo in attività svolte all’interno del carcere, sono valide tutte le agevolazioni riportate sopra. In tal caso, l’Amministrazione Penitenziaria cede in comodato gratuito i locali e le attrezzature eventualmente disponibili. Quindi i principali vantaggi per le imprese sono legati alla riduzione dei costi sostenuti in termini di formazione del personale, retribuzione del lavoro e reclutamento e ricerca del personale; per i detenuti invece il vantaggio è di tipo tangibile e psicologico: avere un lavoro nel periodo di esecuzione penale significa sentirsi meno emarginati dalla società civile e soprattutto avere una prospettiva di reinserimento sociale, che può ripartire proprio dal lavoro e dalle competenze professionali maturate.

Qual è stata l’attività dell’Azienda Speciale Bergamo Formazione all’interno del progetto?
Bergamo Formazione, con il supporto di Retecamere, ha coordinato il progetto, che prevedeva una serie di attività e azioni, tra le quali: l'incontro con le organizzazioni di categoria del territorio per descrivere gli obiettivi e le modalità di realizzazione dell’iniziativa; la raccolta delle adesioni all’iniziativa e individuazione, da parte di ciascuna organizzazione di categoria, del referente dello sportello da attivare all’interno dell’Associazione; l'organizzazione della conferenza stampa iniziale per diffondere e promuovere l’iniziativa sul territorio; la formazione degli operatori degli sportelli attraverso un percorso di 20 ore; l'avvio dell’attività degli sportelli ed erogazione dei servizi di informazione/sensibilizzazione nei confronti delle imprese associate; l'organizzazione di un seminario finale per diffondere ulteriori informazioni, presentare i risultati raggiunti dal progetto e continuare l’attività di sensibilizzazione e animazione territoriale sul tema dell’inclusione sociale di cittadini detenuti.
Bergamo Formazione, attraverso una serie di riunioni periodiche con i referenti delle Associazioni aderenti, ha anche garantito il monitoraggio dell’iniziativa, il raccordo tra i diversi partner e soggetti coinvolti e ha curato la realizzazione di strumenti di comunicazione sia ad uso interno (brochure informativa) sia esterna (campagna di comunicazione sui media locali), serviti per diffondere ulteriormente l’iniziativa.

Quali saranno le linee di azione da adottare nel prossimo futuro?
Il progetto andrà avanti anche nel 2009 proseguendo l’attività di sensibilizzazione avviata, cosa che permetterà di rafforzare i legami con tutti gli enti del territorio che svolgono su questo tema un ruolo ben definito. Il fatto che la Camera di Commercio di Bergamo sia riuscita ad avviare con successo, forse unico caso in Italia, un’iniziativa di questo genere dai risvolti sociali evidenti, ci fa molto piacere, come del resto ci fa piacere che la nostra esperienza possa servire da esempio ad altre Camere di commercio a livello regionale e/o nazionale (a livello regionale, grazie ad un progetto voluto da Regione Lombardia e da Unioncamere Lombardia, sarà infatti sperimentato, già a partire dai primi mesi del 2009, un progetto sul tema della Rsi e rapporto carcere e imprese, che vedrà Bergamo referente nello svolgimento di una parte dell’iniziativa in alcune Camere di commercio lombarde).

 


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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