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studi » L’occupazione nella provincia di Forlì-Cesena: i dati 2009

  • DATA:
    07-08-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    07-08-2009
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Nel quadro di un generale freno dell’economia anche l’occupazione soffre a livello nazionale di un decremento complessivo pari a 212.790 unità, che corrisponde al -1,9% rispetto allo stock di occupati alle dipendenze della fine 2008. Questo emerge dall’indagine Excelsior, conclusasi nei primi mesi del 2009 e curata da Unioncamere Italiana e Ministero del Lavoro, con la collaborazione delle Camere di Commercio, che ha reso noti i dati sul fabbisogno lavorativo delle imprese a livello nazionale, analizzando le previsioni di assunzioni secondo un campione di 100.000 imprese, ampiamente rappresentativo dei diversi settori economici e delle singole realtà provinciali.
A livello locale, le elaborazioni della Camera di Commercio di Forlì-Cesena sui dati ricavati da 1.080 interviste ad altrettante imprese provinciali, confermano il bilancio negativo per l’occupazione nel settore privato: a fronte di 8.900 assunzioni nelle imprese con dipendenti, esclusa l’agricoltura, con un tasso di entrata del 9,3%, sono previste 10.470 uscite (tasso di uscita del 10,9%), per un saldo negativo atteso di circa 1.570 unità (-1,6%). Il tasso di variazione per il 2009 è di-1,8% in Emilia-Romagna e di-1,9% per l’Italia; Viene dunque confermato il progressivo ridimensionamento negli ultimi anni del tasso di variazione – uno dei dati recenti più positivi per la provincia della serie storica è il +4,5% del 2001  – fenomeno che si riscontra anche a livello regionale e nazionale. I dati portano pure ad un’altra considerazione: a risentire maggiormente della crisi, in controtendenza rispetto a quanto registrato in passato a livello locale, sono le imprese di minori dimensioni: per quelle da 1 a 9 dipendenti il tasso di variazione previsto è pari al -2,1%, nelle aziende da 10 a 49 è del -2,6%, in quelle con 50 e oltre dovrebbe attestarsi intorno al -0,8%.
Coerentemente con quanto detto, cala il numero di imprese che prevede di assumere – si prevede che saranno il 24,5% del totale - , mentre sono in netto aumento quelle che non assumeranno: dal 54,9% del 2008 si passa al 73,7% del 2009.
Da considerare inoltre che solo una parte poco consistente di imprese, (il 6,3% del totale, dato peraltro leggermente più alto di quello regionale e nazionale), si rivolge ai Centri per l’Impiego; privilegiate sono invece altre modalità tra cui la conoscenza diretta, le segnalazioni di fornitori o le banche dati aziendali.
Riguardo all’andamento dei settori il tasso di variazione meno negativo (-1,3%) si rileva nei “servizi”, in particolare “credito, assicurazioni e servizi alle imprese”, mentre nell’industria, l’unico comparto con una previsione positiva è quello “alimentare e bevande”; tra i più negativi la “fabbricazione di mobili” (che nella nostra provincia è rappresentata dal mobile imbottito) e le costruzioni.
Si lega in particolar modo al tipo di economia provinciale – in cui parte rilevante hanno sia l’agroindustria che il turismo – l’elevata percentuale relativa ai contratti a tempo determinato, pari al 75,6%del totale delle assunzioni (i contratti a tempo indeterminato sono il 17,9%).
Il nostro modello produttivo, caratterizzato da imprese di piccole dimensioni e da produzioni in settori tradizionali, determina una domanda di figure professionali con livelli di istruzione poco qualificati: solo per il 6,2% degli assunti è richiesto il titolo di studio universitario, percentuale notevolmente più bassa rispetto a quella regionale (11,1%) e nazionale (11,9%). La componente maggiore è data dal “diploma di scuola media superiore e post diploma”, con un indice di composizione pari al 41,6%.
Gli indirizzi più richiesti a livello universitario sono nell’ordine quello economico, sanitario e paramedico, ingegneria elettronica e dell’informazione, chimico e farmaceutico; per il livello secondario invece troviamo richiesta soprattutto nel campo amministrativo-commerciale.
Infine le imprese locali hanno previsto, nel 2009, 3.670 assunzioni di personale stagionale , di cui circa un migliaio nell’industria alimentare e 800 nel settore della ristorazione e della ricettività.
Nel complesso delle assunzioni, i collaboratori a progetto saranno il 7,3% e saranno impiegati soprattutto nei servizi.
“Occorre senza dubbio riportare questi dati all’interno del difficile quadro economico generale – dichiara Tiziano Alessandrini, Presidente dell’Ente Camerale – per capire come la crisi stia coinvolgendo tutti gli aspetti del tessuto produttivo, considerando anche la specificità della nostra realtà nella quale grande peso hanno sia il settore turistico che l’industria legata alla trasformazione agricola, entrambi contraddistinti da elevata stagionalità. Ritengo anche che un dato da valutare attentamente sia lo scarso utilizzo della figura del laureato all’interno delle aziende, elemento invece da promuovere per determinare una svolta innovativa strutturale e gestionale nella prospettiva di quel “salto di qualità” così urgente per le nostre imprese”.

 

Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Paola Mettica, tel.0543713503
Fonte: Camera di Commercio di Forlì-Cesena

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