approfondimenti » Il Presidente di Promec sulle attività export dell'Azienda Speciale
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Visite:2916Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Il Presidente di Promec, Luigi Erio Munari, interviene in merito all’articolo apparso ieri sul quotidiano Nuova Gazzetta di Modena riguardante l’Azienda Speciale “In relazione all’articolo apparso ieri mattina su un quotidiano modenese dove si riportano considerazioni del Consigliere comunale Andrea Galli su Promec, ritengo doveroso fare qualche breve considerazione per fornire una corretta informazione rispetto all’operatività dell’Azienda Speciale camerale per l’esportazione. Promec rappresenta, oggi come in passato, un punto di riferimento per le imprese modenesi che intendono internazionalizzarsi, un punto su cui lo stesso Galli concorda, almeno stando alle sue dichiarazioni. E’ chiaro che Promec, proprio per intercettare le esigenze delle aziende modenesi necessita di adattamenti organizzativi e funzionali soprattutto nei momenti, come l’attuale, in cui la realtà economica muta rapidamente. Si tratta di mutamenti ed adattamenti che sin dal 2005-2006 erano stati ritenuti indispensabili, come evidenziato dagli organi di informazione di quel periodo. Stupisce dunque, l’interrogazione del consigliere Galli: sembra che egli non abbia letto – o non la ricordi - la copiosa rassegna stampa sull’argomento Promec maturata nel citato biennio, peraltro abbondantemente ricompreso nello scorcio di tempo che il medesimo consigliere evoca come “apprezzato”. Delle due l’una: o si trattava di un periodo appunto “apprezzato” – eventualità che renderebbe lecito interrogarsi sulle ragioni delle critiche all’epoca mosse all’operato di Promec – oppure sin da allora l’azione dell’Azienda speciale necessitava di essere re-indirizzata. In quest’ultimo caso dovrebbe essere rimarcato positivamente l’operato di questi mesi – anche in relazione alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di Promec datata 15.9.2008 - nel corso del quale si è dato in effetti avvio ad un riposizionamento, sia sotto il profilo organizzativo che delle attività. Merita di essere ricordato che a gran voce venne chiesto in quegli anni di cambiare rotta all’azione di Promec, di cessare la distribuzione a pioggia degli interventi, di smetterla con le missioni dall’altra parte del mondo - l’Australia, per la precisione, ecc. - . Non si può dunque fare a meno di sottolineare che, per come esposte, le critiche mosse da Andrea Galli risultino chiaramente strumentali. In ogni caso, come in passato, non intendiamo sottrarci al confronto. Ora, se è vero che è in corso una intensa attività di riorganizzazione aziendale che ha preso avvio operativamente nel febbraio di quest’anno, è pur vero che il programma relativo è stato approvato dagli organi di Promec secondo un piano presentato al Consiglio camerale, condiviso e voluto da tutti. Occorre infatti far presente al consigliere Galli, che negli organi camerali e di Promec siedono imprenditori e più in generale i vertici del sistema delle rappresentanze associative della provincia che dovrebbero conoscere le esigenze delle imprese. Non si tratta dunque di attività che preludono ad una chiusura di Promec o ad una sua incorporazione nella struttura camerale, quanto piuttosto ad una programmata e ben calibrata revisione dell’assetto organizzativo interno e delle attività della medesima, seguendo l’iter procedurale statutariamente previsto. Senza dimenticare che Promec è e resta un’Azienda Speciale della Camera di Modena a cui quest’ultima ha delegato le funzioni sul tema dell’internazionalizzazione, dovendosi pertanto temperare l’autonomia della stessa con gli indirizzi ed i programmi dati dagli organi dell’Ente camerale. Non esiste, in sostanza, nessun recondito scopo; l’affermazione appare, a ben vedere, del tutto senza senso. Promec svolge compiti che sono già di competenza camerale. Il furto a se stessi, quale sarebbe il riassorbimento di Promec da parte della Camera, non è contemplato come fattispecie – oltre che nel codice penale – dalla logica e dal buon senso. Le riorganizzazioni, in ogni caso, necessitano di fisiologici tempi di attuazione, con effetti peraltro non misurabili nell’immediato. Nel corso di questi pochi mesi sono state fatte quasi 200 visite aziendali da parte dei funzionari di Promec per conoscere i bisogni ed esprimere una conseguente proposta; altre ne seguiranno e questo è solo uno e non il più importante degli aspetti di novità rispetto al passato. Quindi, forse, occorrerebbe valutare prima i risultati di questo processo, poi, eventualmente muovere adeguate critiche. Per dare comunque una specifica risposta all’interessato, per ciò che concerne la chiusura dei dieci desk Promec faccio presente che ciò è avvenuto a fronte di una puntuale verifica circa la loro utilità e nell’ottica di un miglioramento dell’efficienza della struttura in relazione ad un miglior utilizzo delle risorse. In quattordici anni, infatti, la geografia economica è profondamente cambiata, come Galli avrà sicuramente notato. Credo che cercare di adeguarsi a questi profondi mutamenti sia uno dei primi compiti di Promec, nella consapevolezza che la gestione di risorse pubbliche – nella fattispecie della collettività imprenditoriale – meriti sempre e comunque un’attenta ponderazione”.
Camera di Commercio di Modena, Elisabetta Silvestri, e-mail: elisabetta.silvestri@mo.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Modena Modenaadempimenti
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