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studi » Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa

  • DATA:
    09-02-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    09-02-2009
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Negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa (conciliazione, arbitrati amministrati) in Italia è più che triplicato, passando dalle 15.916 del 2005, alle  26.896 del 2006 fino alle 50.808 del 2007. Una crescita importante, che senza dubbio conferma come la domanda di giustizia in Italia non passi solo dai tribunali e come i riti alternativi, assolutamente competitivi sotto il profilo dei tempi e dei costi delle decisioni, abbiano sempre più successo. Ma questa crescita è sufficiente a soddisfare la domanda di giustizia degli italiani? Quali sono gli ostacoli che ancora frenano un ulteriore diffusione delle forme alternative di giustizia? Che cosa devono fare le autorità per semplificare e incoraggiare l’accesso a queste procedure?

Questi i risultati ed i principali temi trattati nel Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia presentato stamattina presso la Camera di Commercio di Milano nel corso di un convegno organizzato da ISDACI (istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), che cura il rapporto, con la partecipazione di Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano e il patrocinio della Camera dei Deputati e dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Il Secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia (unica fonte di documentazione su questo tema in Italia) è stato realizzato da Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano insieme a ISDACI, che ne ha curato il coordinamento. Il Rapporto definisce il numero e la tipologia di tutte le forme di giustizia alternativa rilevabili (gli arbitrati ad hoc non sono rilevabili) relative al 2007.

“I consumatori, così come gli imprenditori, – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano – hanno bisogno di norme in grado di offrire soluzioni veloci e flessibili delle controversie. Una necessità che oggi la giustizia civile fatica a soddisfare e che trova invece una risposta nell’arbitrato e nella conciliazione. Il rapporto che presentiamo oggi conferma l’utilità di questi due strumenti, sempre più diffusi sul nostro territorio perché in grado di raccogliere dal basso e regolare i rapporti nel mercato, a beneficio delle imprese così come dei consumatori”.
“La crisi della giustizia civile” ha dichiarato Francesco Bettoni, Vice Presidente di Unioncamere “ha un costo elevato sulla competitività delle imprese italiane e incide fortemente sull’attrazione degli investimenti. In questa fase delicata dell’economia è ancora più importante rafforzare gli strumenti di giustizia alternativa che possono contribuire a recuperare la certezza del diritto. Questo è lo spirito con cui tutte le Camere di commercio, da oltre 10 anni, hanno investito sullo sviluppo della conciliazione e dell’arbitrato. E’ necessario però un impegno ancora maggiore da parte di tutti. I risultati di un recente sondaggio mostrano infatti che imprese, famiglie e professionisti attribuiscono molta importanza ai servizi di conciliazione, ma l’utilizzano poco perché non sanno a chi rivolgersi e non ne conoscono il funzionamento”.
“Il rapporto che viene oggi presentato e discusso” ha dichiarato Giovanni Deodato, Presidente di ISDACI, “ conferma l’impegno dei promotori di alimentare un vero e proprio processo culturale dando voce alle istanze di giustizia dei cittadini e delle imprese. Il positivo trend di crescita degli strumenti di giustizia alternativa evidenziato dal Rapporto è indubbiamente un risultato lusinghiero ma siamo ancora davanti ad una goccia d’acqua nel mare della conflittualità. In particolare, l’informazione resa possibile dal Rapporto si rivolge innanzitutto al Parlamento e al Governo e poi alle associazioni imprenditoriali, dei consumatori, nonché all’opinione pubblica affinché sia conosciuta l’offerta delle modalità di accesso alla giustizia privata. L’offerta dei servizi di arbitrato, mediazione e conciliazione, infatti, adempie ad un ruolo che forse non dobbiamo più definire soltanto alternativo, bensì anche complementare alla amministrazione della giustizia”.

Le principali evidenze del Rapporto:
· negli ultimi tre anni è più che triplicato il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa, proveniente sia dal mondo delle Camere di commercio, sia da tutti gli altri operatori che non fanno capo ad esse, passando da 15.916 del 2005, a 26.896 del 2006 e 50.808 del 2007;
· durata dei procedimenti: 70 giorni in media per una conciliazione, 138 giorni in media per un arbitrato amministrato;
· costi: quasi tutte le tipologie di conciliazione, nel 2007, sono risultate gratuite. Arbitrato e rassegnazione nomi a dominio sono offerti in base a costi più contenuti di quelli previsti dalle tariffe professionali per gli arbitrati ad hoc (che si svolgono negli studi professionali);
· valore dei procedimenti: per le conciliazioni quello medio è di 17.555 euro (per le conciliazioni presso i Corecom è di 340 euro). Per gli arbitrati è di 132.300 euro (ma per la Camera dei Lavori Pubblici e la Camera Arbitrale di Milano il  valore medio supera i tre milioni di euro).
· Nel 2007 le domande di conciliazione rappresentano il 98% di tutte le domande di giustizia alternativa, quelle di arbitrato solo l’1%. In particolare, c’è una preferenza per la conciliazione presso i Corecom (33.167 domande) e presso le Camere di commercio (che dal 2005 al 2007 hanno più che raddoppiato il volume delle conciliazioni gestite, passando da 6.034 a 14.183).
· il maggior numero di domande di conciliazione rilevate nel 2007 riguarda controversie sorte tra un’impresa e un consumatore, generalmente promosse da quest’ultimo;
· nazionalità: la quasi totalità delle conciliazioni avviene fra soggetti di nazionalità italiana. Il 10% degli arbitrati amministrati riguarda un soggetto estero. Oltre il 40% degli arbitrati con un soggetto estero sono stati gestiti dalla Camera Arbitrale di Milano,
· In genere le Camere Arbitrali attive gestiscono in media 8 arbitrati all’anno (ad eccezione della Camera Arbitrale di Milano – 99 domande nel 2007- e la Camera Arbitrale dei Lavori pubblici – 53 domande-). L’86% degli arbitrati ha visto contrapporsi due imprese, al contrario delle conciliazioni, promosse in maggioranza da singoli consumatori. Gli arbitrati di ingente valore economico, tra società di capitali e spesso con elementi di internazionalità, vengono probabilmente gestiti al di fuori delle Camere arbitrali e, quindi, direttamente dai professionisti attraverso le forme dell’arbitrato ad hoc.
· Iniziano anche in Italia a comparire i primi casi conciliazione on line. Questo servizio è offerto anche dalla Camera Arbitrale di Milano che, tra le prime Camere di Commercio, si è attivata per l’offerta di questo servizio. In particolare, nel 2007 le domande di conciliazione online sono quasi quadruplicate e circa la metà di esse sono di natura internazionale.

Unioncamere, Ufficio stampa, tel. 06 4704370/264/287, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere

  
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