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adempimenti » Diritto annuale

  • DATA:
    22-02-2007
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    18-06-2013

Che cos'è il Diritto Annuale
Il Diritto Annuale è il tributo dovuto ad ogni singola Camera di commercio da ogni impresa, iscritta o annotata nel Registro delle imprese, e da ogni soggetto iscritto nel REA-Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (a norma dell’articolo 18, comma 4, della Legge 29 dicembre 1993, n. 580 come modificato dall’articolo 1, comma 19, del D.Lgs. 15 febbraio 2010, n. 23) per le finalità previste dall’articolo 18 della stessa Legge n. 580/1993 e successive modifiche.

Le imprese che esercitano l’attività anche tramite unità locali sono tenute al pagamento, per ciascuna unità locale, di un diritto commisurato a quello stabilito per la sede principale con un importo minimo (20% di quello dovuto per la sede principale) e un tetto massimo (pari a 200 euro).
Le unità locali di imprese con sede principale all’estero versano per ciascuna di esse, in favore della Camera di commercio nel cui territorio è ubicata l’unità locale, un diritto in misura fissa (pari a 110 euro).
Le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare per ciascuna di esse in favore della Camera di commercio nel cui territorio sono ubicate tali sedi secondarie, un diritto in misura fissa (pari a 110 euro).

Chi deve pagare:
Il diritto annuale è dovuto per ciascun anno solare d’iscrizione nel registro delle imprese o nel REA; pertanto, i soggetti che si cancellano dal registro delle imprese e dal REA nel corso dell'anno sono comunque tenuti a versare l'intero importo dovuto, senza possibilità di frazionare lo stesso in relazione ai mesi di effettiva iscrizione nel registro delle imprese o nel REA.
Sono tenute al pagamento del diritto annuale le imprese che al 1° gennaio di ogni anno sono iscritte o annotate nel registro delle imprese e i soggetti iscritti nel Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA).

Le imprese in stato di liquidazione, inattività o sospensione dell'attività, e gli altri soggetti tenuti al pagamento, non cessano dall’obbligo del versamento del diritto annuale fintanto che restano iscritte nel registro delle imprese o nel REA.
L’obbligo di versamento permane per le imprese che si trovino in stato di concordato preventivo e per le imprese in stato di amministrazione straordinaria. Per queste ultime, il Ministero delle Attività Produttive con circolare n. 546959 del 30 gennaio 2004 ha precisato che il versamento del diritto annuale è dovuto, almeno fino a quando viene autorizzato l'esercizio dell'impresa.
Per gli imprenditori individuali deceduti, l’obbligo di versamento sussiste fino all’anno del decesso e il pagamento, nel caso in cui non sia stato già eseguito, è a carico degli eredi, come precisa il  Ministero delle Attività Produttive con la Circolare n. 3520/C del 24 luglio 2001.

Soggetti non tenuti al versamento:
- le imprese dichiarate fallite o messe in liquidazione coatta amministrativa nell’anno precedente (salvo nel caso di esercizio provvisorio);
- le imprese individuali che hanno cessato l’attività nell’anno precedente e hanno presentato la domanda di cancellazione dal Registro Imprese entro il 30 gennaio dell’anno in corso;
- le società ed altri enti collettivi che hanno approvato il bilancio finale di liquidazione nell’anno precedente e hanno presentato la domanda di cancellazione al Registro delle Imprese entro il 30 gennaio dell’anno in corso;
- le cooperative nei confronti delle quali l’Autorità Governativa ha adottato un provvedimento di scioglimento (come prevede l’articolo 2544 C.C.) nell’anno precedente.

Qual è l'importo:
Il Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, emana ogni anno un decreto per determinare le misure del diritto annuale. Per il 2011, si tratta del Decreto 21 aprile 2011 del Ministero dello sviluppo economico sulla Determinazione delle misure del diritto annuale dovuto per l'anno 2011 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, serie generale, n. 127 del 3-6-2011.

Come si versa:
Il versamento del Diritto va eseguito, in unica soluzione, con il modello di pagamento F24 utilizzato per il versamento delle imposte sui redditi. L'F24 è reperibile presso gli sportelli bancari, postali ed esattoriali.
Le nuove imprese iscritte o annotate nel registro delle imprese e i soggetti che si iscrivono nel REA nel corso del 2011 possono versare oltre che con il modello F24 telematico, anche direttamente allo sportello camerale l’importo dovuto entro 30 giorni dalla presentazione della domanda d’iscrizione o di annotazione.

Quando si versa:
Il termine per il pagamento ordinario del diritto annuale coincide con quello per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi che, per il 2011 è stato prorogato -con il DPCM 12 maggio 2011- al 6 luglio 2011 senza alcuna maggiorazione per le persone fisiche e per i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore.
I soggetti per i quali è stata prorogata la scadenza del termine ordinario di versamento 2011 fino al 6 luglio 2011, possono effettuare i versamenti dovuti dal 7 luglio 2011 al 5 agosto 2011 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.

Sanzioni:
Il ritardato od omesso pagamento del diritto annuale comporta l’applicazione di sanzioni amministrative secondo le disposizioni stabilite dalla legge e dal Decreto 27 gennaio 2005, n. 54 del Ministero delle attività produttive, ora dello sviluppo economico.
In particolare, tale Decreto stabilisce all’articolo 4, comma 1, che la misura della sanzione è compresa tra il 10% e il 100% dell’ammontare del diritto dovuto.
Il comma 2 dello stesso articolo 4 prevede una sanzione del 10% nei casi di tardivo versamento, mentre il comma 3 stabilisce che si applica una sanzione del 30% nei casi di omesso versamento, determinando la misura totale della sanzione secondo i criteri di determinazione di cui all’articolo 7 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472.

Per maggiori informazioni, si consiglia di consultare, se disponibile sul sito web della CdC (vedi sotto), il Regolamento sulle sanzioni amministrative applicabili alle violazioni in materia di diritto annuale della propria CdC, oppure di contattare gli uffici del Diritto annuale della propria CdC.

L’articolo 6 del Decreto n. 54/2005, sopra richiamato, prevede inoltre l’istituto del “ravvedimento operoso”. Questo consente al contribuente che non ha provveduto al pagamento di quanto dovuto nei termini fissati dalla legge di sanare spontaneamente la violazione commessa, beneficiando di riduzioni automatiche sulle misure minime delle sanzioni applicabili.
Il contribuente può infatti beneficiare dell’applicazione di una sanzione ridotta, nel caso in cui “la violazione non sia stata contestata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza”.

(Ultima modifica giugno 2013)

Ufficio Registro delle imprese
Fonte: Redazione Camera di commercio
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