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studi » Rapporto Unioncamere 2009, la parola al Presidente Mondello

  • DATA:
    20-05-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    20-05-2009
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“Il Rapporto Unioncamere mostra con chiarezza che i fondamentali del nostro sistema economico sono solidi, pur in presenza di una congiuntura molto difficile. Si prevede che il Pil nel 2009 cali del 4,2%. Le previsioni occupazionali evidenziano una contrazione dell’1,9% della forza lavoro dipendente privata. Le imprese, nel I trim. 2009, sono diminuite dello 0,5%. Si tratta di dati negativi che denotano una sorta di attesa, e non di crollo, del nostro sistema imprenditoriale. Il saldo negativo dell’occupazione è, infatti, dovuto principalmente ad una contrazione del tasso di entrata, e non ad un aumento del numero dei licenziamenti. Pur trovandosi nella necessità di ridurre il personale, le imprese non vogliono disperdere professionalità e ricercano figure più qualificate, così da essere pronte a sfruttare in modo ottimale la ripresa non appena si presenterà. Anche il numero delle imprese diminuisce non per effetto di un aumento delle chiusure aziendali, bensì per un calo delle nuove aperture. Siamo, dunque, in presenza di una tenuta strutturale del sistema economico”, ha commentato il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, nel corso della VII Giornata dell'Economia, svoltasi lo scorso 7 maggio.

“Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri imprenditori: continuano a esprimere coraggio, fiducia e voglia di intraprendere. Per anni il nostro sistema economico è stato oggetto di critiche, in quanto caratterizzato da un sistema imprenditoriale polverizzato e da una presenza troppo forte del manifatturiero tradizionale. Mai come in questo momento, invece, la forza del nostro sistema imprenditoriale è evidente. Nel 2009, il 48% per cento delle medie imprese investirà in ricerca ed innovazione. Proprio questa parte di aziende che sta investendo uscirà da questa congiuntura in maniera solida, pronta a cogliere al meglio il vento della ripresa. Dobbiamo guardare avanti e sostenere il valore del fare impresa e del lavoro. Sono indispensabili misure-ponte concrete, immediate ed efficaci nel breve termine, per dare ossigeno alle imprese e sostegno alle famiglie e ai consumi”.

“Attualmente, le due priorità per le nostre imprese sono l’accesso al credito e l’internazionalizzazione. Le nostre indagini mostrano che si è ridotta la quota delle imprese che ha difficoltà di accesso al credito; tuttavia, sono ancora molte quelle che vivono questa condizione (circa il 20%) e ciò costituisce un serio intralcio alle loro politiche di investimento. E’ essenziale, quindi, superare la diffidenza culturale che colpisce soprattutto le piccole imprese, assicurare finanziamenti in tempi brevissimi e, da parte della Pubblica amministrazione, garantire pagamenti in tempi ragionevoli. E’ una scelta che, come sistema camerale, abbiamo compiuto già da qualche mese, impegnandoci a pagare i nostri fornitori di beni e servizi entro 30 giorni”.

“In merito all’altra grande priorità, l’internazionalizzazione, le nostre imprese hanno sofferto in questi mesi, ma non si sono fermate. La percentuale delle imprese esportatrici è salita nel 2008 al 34,1% dal 32,5% del 2007. Molte piccole e medie aziende hanno cercato di compensare il calo della domanda interna con le vendite all’estero, puntando su nuovi mercati di sbocco quali Cina, Estremo Oriente e Paesi OPEC. E’ compito delle istituzioni accompagnare questo processo virtuoso di espansione sui mercati esteri attraverso una decisa azione di supporto dei processi di internazionalizzazione, con la messa in atto di politiche nazionali e interventi di carattere complessivo. Il nostro sistema economico è già pronto a sfruttare l’opportunità di una prossima ripesa del commercio mondiale”.

“Infine, non posso fare a meno di sottolineare che il divario Nord-Sud è destinato ad aumentare ulteriormente nei prossimi anni. Le previsioni indicano, per il 2009, una diminuzione del PIL del Sud del 4,8% (Nord-Est -3,8%, Nord-Ovest -4,2%) e, per il 2010, una flessione dello 0,8% (Nord-Est +0,7%, Nord-Ovest +0,3%). Inoltre, il Sud beneficerà in misura minore rispetto al Nord dell’auspicata ripresa del commercio mondiale. Questo “strappo dello sviluppo” ci preoccupa tanto più, in quanto il risveglio dell’economia del Mezzogiorno è condizione necessaria per lo sviluppo dell’intero Paese”.

Unioncamere, Ufficio stampa, tel. 064704370
Fonte: Unioncamere

  
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