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studi » Tra aprile e giugno, 28mila aziende in più nell’Azienda Italia

  • DATA:
    07-07-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    07-07-2009
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Il sistema produttivo italiano continua a tenere e, dopo un primo trimestre particolarmente negativo, torna a espandersi aumentando di 28mila imprese. Tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 98mila domande di iscrizione da altrettante imprese, a fronte di poco meno 70mila richieste di cancellazione da parte di imprese esistenti. La differenza corrisponde a un tasso di crescita dello 0,46%, il più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 7 anni.
La metà del saldo (il 49%), si deve alle nuove società di capitali, aumentate di 13mila unità in tre mesi. Ma tutte le tipologie di forme giuridiche hanno fatto registrare un bilancio positivo: oltre 4mila le società di persone in più, 8.500 le ditte individuali (di cui quasi la metà aperte da cittadini immigrati), 1.500 tra consorzi e cooperative.
E’ al Sud il saldo maggiore in termini assoluti (8.763 imprese in più), mentre al Centro si registra l’incremento relativo più elevato (+0,54%). In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con segno positivo: dalla Lombardia (4.839 imprese in più all’appello), al Molise (108). Così come anche a livello settoriale tutte le attività, ad eccezione dell’industria estrattiva (-22 unità), fanno registrare un’espansione della propria base imprenditoriale.

Questi i dati principali relativi al II trimestre dell’anno evidenziati da Movimprese, la rilevazione condotta da InfoCamere a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio e resa nota oggi da Unioncamere nel corso della 130^ Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d’Italia svoltasi a Roma in concomitanza con il Consiglio Generale di Unioncamere. Tutti i dati, come di consueto, sono disponibili online all’indirizzo www.infocamere.it

“Gli italiani hanno un fortissimo bisogno di ritrovare la fiducia, perché senza fiducia non c’è domani. Se tanti di loro, pure in questi mesi difficili, hanno scelto di fare impresa è segno che questo Paese è convinto di farcela ancora una volta”. Questo il commento del neo-Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, in occasione del suo discorso d’insediamento al vertice dell’associazione delle Camere di Commercio d’Italia. “Di fronte a questi segni concreti – ha aggiunto Dardanello - è dovere delle istituzioni rispondere con altrettanta fiducia nell’impresa e in chi la sostiene e promuove, come le Camere di Commercio. I recenti provvedimenti del Governo segnano il passaggio a una nuova fase di interventi, con cui anziché limitarsi a giocare in difesa si torna all’attacco, sostenendo chi fa impresa e chi vi lavora. Senza dimenticare chi il lavoro lo deve ritrovare. E’ un passaggio fondamentale verso un’uscita dalla crisi che molte piccole e medie imprese già intravedono. Dobbiamo accelerare il passo e rendere concreti sul territorio gli interventi prefigurati dai provvedimenti governativi, sfruttando ancora di più le potenzialità messe a disposizione dalla rete delle Camere di Commercio”.

IL QUADRO GENERALE
Il saldo del trimestre è frutto di un parallelo rallentamento delle aperture e delle chiusure di aziende rispetto alle dinamiche fatte segnare negli ultimi sette anni. In particolare, il dato delle iscrizioni ci riporta ai valori fatti registrare nel 2003, mentre quello delle cessazioni, pur elevato, resta decisamente inferiore a quelli rilevati nel secondo trimestre degli ultimi due anni.
Nel complesso, il saldo del trimestre è il più contenuto dal 2003, e del 24% inferiore a quello fatto registrare lo scorso anno.

LE FORME GIURIDICHE
Come accennato, il contributo più rilevante al saldo del periodo è venuto dalle imprese costituite in forma di società di capitali: poco meno di 20mila nuove unità che, a fronte delle poco più di 6mila che hanno cessato l’attività, hanno determinato un saldo di 13.762 imprese in più rispetto alla fine di marzo, per un tasso di crescita più che doppio di quello medio (1,08 contro 0,46%). Significativamente positivo anche il saldo delle ditte individuali: 8.551 unità, delle quali oltre il 48% gestite da persone immigrate da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Il dato, in controtendenza rispetto agli ultimi trimestri, sembra segnalare due elementi legati alla presente fase economica: da un lato, un ritorno di “attrazione” verso l’auto-impiego nelle forme più semplici anche per i cittadini italiani, alle prese con le difficoltà di mantenere il posto di lavoro; dall’altro, il fatto che la crisi incide in maniera significativa anche sui “nuovi” imprenditori immigrati che, nelle passate rilevazioni di Movimprese, con il loro forte dinamismo avevano quasi sempre compensato la storica tendenza alla diminuzione del totale delle ditte individuali.  

LE DINAMICHE TERRITORIALI
Nel complesso, l’area geografica che più delle altre ha contribuito al saldo del periodo è stata il Mezzogiorno, con 8.763 imprese in più. In termini relativi, è stato invece il Centro (+0,54%) a far segnare la crescita più dinamica. Nessuna regione, tra aprile e giugno, ha chiuso i conti dell’anagrafe produttiva con il segno rosso. In valore assoluto, i bilanci più positivi sono stati quelli della Lombardia (4.839 imprese in più), del Lazio (+2.989) e della Campania (+2.811). Oltre “quota 2000” si attestano anche Toscana (+2.800) e Piemonte (+2.364). In termini relativi, la regione più dinamica è la piccola Valle d’Aosta (+0,8%), seguita ex-aequo da Toscana e Calabria (+0,7%) e dall’Abruzzo dove, nonostante le distruzioni causate dal terremoto, il numero delle attività economiche è cresciuto dello 0,6% (pari a 922 imprese in più).

I SETTORI DI ATTIVITA’
Se si eccettua l’industria estrattiva (settore numericamente limitato a sole 5.246 imprese), tutti i settori hanno messo a segno saldi positivi nel trimestre. Meglio degli altri, in termini assoluti, ha fatto il settore più grande: quello del commercio, con 7.341 imprese in più. A ruota gli altri due grandi comparti dei cosiddetti “servizi alle imprese” (attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca) con 6.535 imprese in più rispetto alla fine di marzo, e delle costruzioni (+4.487 unità). Bene anche gli alberghi e ristoranti (+3.591), i servizi alla persona (+1.925) e l’agricoltura (+1.886).
In termini relativi, con l’eccezione del piccolo comparto dell’energia (+1,9%), le performance migliori vengono dai settori legati ai servizi: +1,2% la sanità, +1,1% gli alberghi e ristoranti, +1% l’istruzione e i servizi alle imprese.

L’ANDAMENTO DEI FALLIMENTI
Dopo l’accelerazione registrata sul finire del 2008, quando il numero delle aperture di nuove procedure fallimentari era cresciuto del 23% rispetto a un anno prima, nel trimestre da poco terminato si registra una sostanziale stabilità nel numero di imprese che sono state costrette a portare i libri in tribunale: 2.750 contro le 2.626 del periodo gennaio-marzo. Su base mensile, tra aprile e giugno le nuove procedure si sono attestate su una media di circa 30 al giorno, a fronte di un valore medio di 22 nello stesso periodo del 2008 e di 21 nel 2007.
Su base trimestrale, l’andamento delle nuove procedure fallimentari in rapporto allo stock delle imprese esistenti a fine periodo segnala una lieve accentuazione nell’ultimo trimestre, passando da 43 a 45 imprese che avviano tali procedure ogni 1.000 imprese registrate.
 

Unioncamere, Ufficio Stampa, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Unioncamere

  
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