studi » Il credito alle imprese al centro del Consiglio Generale Unioncamere
Il credito resta uno dei principali problemi per le imprese. Dall’indagine del Centro studi di Unioncamere, effettuata a giugno, risulta pari al 20,7% la quota di quelle che dichiara di aver avuto difficoltà nell’accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo. Questo significa che il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi - per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessità gestionali – hanno dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. “L’emergenza credito resta alta”, ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. “Crescono le imprese che bussano alla porta delle banche, ma in un caso su tre incontrano ostacoli a ottenere i finanziamenti. Il 71% delle aziende industriali dichiara problemi di liquidità, per ritardi insostenibili nei tempi di pagamento di clienti e committenti. Molto stanno facendo i consorzi e le cooperative di garanzia fidi. Le Camere lo hanno capito e sono presenti in 300 Confidi, più della metà di quelli esistenti. Inoltre, nei primi tre mesi di quest’anno, nella fase più acuta dell’emergenza, le Camere hanno immesso nel sistema più di 80 milioni di euro, il doppio delle risorse dell’intero 2008, che sono in grado di attivare finanziamenti garantiti per almeno 1,7 miliardi di euro. E stiamo lavorando per una collaborazione più stretta con le Fondazioni bancarie. Sono una goccia nell’oceano, ma sono interventi indispensabili per sostenere il cauto ottimismo che circola tra gli operatori economici. I nostri dati più recenti dicono che il 41% delle piccole imprese e il 46% di quelle medie stanno reagendo alle difficoltà. Proponendo prodotti innovativi, rafforzando il proprio marchio, fidelizzando i clienti. E le aziende che prevedono un aumento degli ordinativi esteri nel secondo semestre del 2009 tornano a essere superiori a quelle che vedono nero”. Quasi un terzo delle imprese che ha richiesto finanziamenti ha cercato in questi mesi di ottenerli da istituti di credito diversi da quelli utilizzati nel passato. Ma con risultati molto differenti. Secondo le imprese, infatti, i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo è pari a –1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali). Particolare poi la situazione vissuta dalle imprese del Mezzogiorno, che mostrano di ricorrere meno di quelle del Centro-Nord al credito bancario (61,8% contro 65,0%), anche a causa di condizioni creditizie meno vantaggiose rispetto alle altre aree del Paese (il 36,3% delle imprese meridionali che si rivolgono alle banche segnala difficoltà, contro il 30,9% di quelle centro-settentrionali). Se a queste problematiche si aggiunge un continuo peggioramento dei tempi di pagamento da parte di clienti e committenti (come segnala il 61,6% delle aziende intervistate, con un picco del 71% nell’industria), risulta evidente un grave problema di liquidità vissuto dalle nostre imprese, proprio nel momento in cui avrebbero invece bisogno di maggiori risorse per operare investimenti competitivi e poter così agganciare la ripresa. Unioncamere, Ufficio Stampa, e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Fonte: Centro Studi Unioncamere
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