Lo scorso 8 febbraio Unioncamere Toscana ha organizzato a Pistoia, presso i locali di “Villa Cappugi”, una iniziativa di presentazione dei risultati del Progetto “Staff regionale di monitoraggio dei Centri Commerciali Naturali”, progetto voluto e promosso da Unioncamere Toscana e realizzato in collaborazione con i Centri di Assistenza Tecnica (CAT) di Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana.
Nel corso dei lavori è stato approfondito lo stato di salute dei Centri Commerciali Naturali in Toscana, realtà che si sono nel tempo affermate come strumenti per valorizzare la ricchezza esistente di esperienze commerciali ed artigianali naturalmente dislocate nei centri abitati, con particolare riferimento a quelli storici. Ne abbiamo parlato con il responsabile del progetto, Marco Ardimanni di Unioncamere Toscana.
Perché un Rapporto sui Centri Commerciali Naturali?
L’idea di “capire” i CCN nasce dal consenso che hanno raccolto sia tra i clienti che tra i commercianti.
I CCN raccolgono oggi in Toscana circa 15.000 attività commerciali, con una media per ciascun CCN che oscilla da 80 a 100 aderenti, con punte di 150 e addirittura di 200 per la provincia d’Arezzo, cifre queste che consentono di stimare mediamente intorno al 70% il coinvolgimento sul totale delle imprese commerciali presenti in ciascuno dei distretti presi in esame.
L’iniziativa ha portato alla creazione di uno staff di monitoraggio dei Centri Commerciali Naturali composto da esperti dei due Centri di Assistenza Tecnica, di Unioncamere Toscana e di marketing e urbanistica. Questo staff di monitoraggio ha effettuato, tra luglio e dicembre 2009, un road show sul territorio delle 10 province toscane per capire i punti di forza e debolezza dei Centri Commerciali Naturali.
L’indagine ha voluto in primo luogo verificare la consistenza quantitativa e soprattutto il livello qualitativo dei circa 150 CCN registrati dalla Regione Toscana in modo da valutarne la qualità progettuale e il grado di organizzazione raggiunto cercando in tale modo di capire le ragioni del successo di alcuni Centri rispetto ad altri.
La positiva risposta data dagli operatori nel corso degli incontri territoriali ha confermato il gradimento verso attività indirizzate a mettere a punto proposte innovative indirizzate a valorizzare il commercio di vicinato e proiettarlo in una dimensione più competitiva, tenendo conto degli importanti cambiamenti intervenuti nelle abitudini al consumo delle famiglie e ponendosi come obbiettivo lo sviluppo di una logica di rete che vede al suo centro il valore delle piccole imprese e che favorisse l’integrazione dell’offerta commerciale con la ristorazione, la ricettività turistica, l’agricoltura di qualità e l’artigianato.
Un ulteriore obiettivo dell’iniziativa è stato anche quello di creare un “vademecum” di buone pratiche, attraverso il quale dare indicazioni operative su come creare ed animare al meglio un Centro Commerciale Naturale.
Quali risultati emergono dalla lettura del Rapporto?
Gli incontri con i responsabili dei CCN hanno senza dubbio rappresentato l’occasione per stimolare una riflessione critica sulle esperienze condotte nei sei anni trascorsi dalla nascita dei primi CCN. Si è cercato di individuare i punti di forza e di debolezza dei vari Centri sia sotto il profilo organizzativo che operativo, mettendo così a fuoco le ragioni e le strategie operative delle azioni meglio riuscite socializzando il patrimonio di esperienze dell’intero sistema regionale dei CCN, mettendolo anche a confronto, attraverso specifiche analisi comparative, con le maggiori analoghe esperienze analoghe realizzate in Europa.
I dati raccolti mostrano come i CCN siano ormai una realtà diffusa capillarmente sul territorio regionale, in grandissima parte dotati di una propria autonomia organizzativa e progettuale, guidati da gruppi dirigenti motivati e capaci e strutturati in forme consortili o associative alle quali, in molti casi, partecipano le istituzioni ed i soggetti locali protagonisti della promozione turistica (APT, Pro-loco, ecc).
E’ inoltre emerso come la possibilità di programmare e gestire in maniera costante a livello centralizzato e sinergico le attività ordinarie, le iniziative di promozione e comunicazione ha fatto sì che queste nuove realtà commerciali siano riuscite ad imporsi sul territorio e a conseguire importanti risultati in termini di capacità d’attrazione, tanto rispetto al territorio quanto rispetto ai propri associati.
Si può pertanto affermare come dai dati emerga un positivo trend di crescita del numero e delle tipologie di esercizi aderenti ai CCN delle varie province a cui fa riscontro un sempre maggior gradimento da parte della clientela che partecipa sempre più numerosa alle iniziative proposte.,
Può citare qualche best practice particolarmente interessante emersa nel monitoraggio?
Oltre ai tradizionali “shopping days” diffusi in tutti i CCN e variamente denominati (notte blu, notte rosa, notte bianca, ecc…) che prevedono aperture serali accompagnate da specifiche promozioni, si possono segnalare, per quanto concerne le offerte ai clienti, le iniziative organizzate dal CCN di Montecatini Terme che ha visto i negozi offrire, attraverso un’ampia collaborazione con le principali strutture turistiche del territorio, ai propri clienti buoni per l’ingresso alle terme, trattamenti estetici, massaggi, well-ness e quanto di meglio le strutture della città offrono oppure il servizio di baby parking offerto ai clienti dagli aderenti al CCN della città di Arezzo.
Per quanto riguarda invece le buone pratiche relative al miglioramento dei CCN è opportuno ricordare l’iniziativa del CCN di Abbadia San Salvatore che ha organizzato un corsi di aggiornamento e perfezionamento per i commercianti in marketing e “vetrinistica”, iniziative che hanno visto una folta partecipazione da parte degli operatori commerciali.
In base agli elementi che emergono dal Rapporto, quali saranno le mosse successive del sistema camerale toscano per valorizzare queste realtà?
Partendo dal presupposto che i Centri Commerciali Naturali possano fungere, oltre che permettere la permanenza, in molti casi direi la sopravvivenza, delle piccole attività commerciali all'interno dei contesti urbani, anche da riequilibratori demografici, contribuendo al pieno utilizzo del patrimonio abitativo esistente, si può affermare che i CCN rappresentano strumenti adatti alla rivitalizzazione del sistema distributivo e di sviluppo dei servizi al turismo, specie nell'ambito dei "Centri storici".
Di conseguenza, alla luce di quanto emerso dal capillare lavoro di monitoraggio condotto dallo Staff, si tratta ora di dare sostanza e visibilità ad una rete regionale che spezzi l’isolamento dei singoli CCN e che metta a sistema le esperienze e l’elaborazione di tutti, sostenendo il coinvolgimento sistematico dei gruppi dirigenti in un processo di progettazione collettiva e favorendo lo sviluppo della consapevolezza di fare parte di un movimento largo e organizzato.
Su tali basi verrà proposto alla rete regionale dei CCN di promuoversi come un positivo elemento di caratterizzazione del commercio toscano, capace di soddisfare in maniera coordinata le esigenze della domanda ed in grado di contribuire in maniera efficace allo sviluppo regionale, in termini di riqualificazione tanto del commercio e quanto del turismo.