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approfondimenti » Milano, il credito costa troppo: decine le clausole vessatorie

  • DATA:
    10-06-2010
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    10-06-2010

Fare ricorso a un prestito può essere un rischio, anche per chi è costretto in periodo di crisi, dall’esame delle clausole vessatorie identificate nei contratti più diffusi dalle Camera di Commercio di Milano e di Monza e Brianza. Decine le clausole vessatorie per i consumatori rilevate nel parere delle Camere di commercio che hanno esaminato i contratti di diversi fornitori. Come le penali eccessive previste in caso di mancato pagamento, 300 euro su mille di prestito (33%) o comunque penali che sono applicate alla singola rata non pagata e non all’intero debito. O se le cose non vanno bene e si finisce in Tribunale, alcuni contratti prevedono che le spese debbano essere a carico del cliente, a prescindere da chi avrà ragione.

Ci sono reclami? Per i contratti bisogna affrettarsi, dopo due anni non si può più. Risolvere controversie? Qualcuno prevede sedi diverse da quella eletta dal consumatore, che invece è quella da utilizzare. Se il cliente ritarda di pagare per ben due volte, la società può interrompere il contratto e chiedere che gli venga restituito il capitale residuo ed eventuali interessi maturati nonché le spese sostenute, il che può portare  a un costo molto più alto. La polizza assicurativa deve essere indicata nel contratto se è obbligatoria o facoltativa e se cambia la compagnia o il contratto viene ceduto a un’altra società non devono cambiare i diritti e gli oneri per il cliente.

Non basta una nota della società per comunicare variazioni, come previsto in alcuni contratti, ma una comunicazione specifica e le variazioni possono essere fatte solo nei casi previsti dalla legge. Difficile poi abbandonare il contratto: la tacita proroga per il rinnovo non va bene, su alcuni contratti sono indicati due mesi prima della scadenza per la disdetta oppure c’è l’obbligo di tornare a pagare la commissione annuale.

Ci sono clausole che prevedono la possibilità per il fornitore di annullare servizi, cambiarli, togliere la carta di credito, tutto senza necessità di giustificazione  o preavviso. Ci sono contratti che vincolano oltre a chi firma anche il convivente o terzi garanti, che non conoscono il contratto e questo non è vessatorio se indicato in modo chiaro. Contratti che a volte trattengono il cliente oltre il termine: se non paga tutto quanto dovuto quando vuole estinguere il prestito si stabilisce una prosecuzione forzata generale e non solo di quanto rimane da saldare.

Emerge dal parere in materia di clausole vessatorie nei contratti di prestiti personali e mediazione creditizia della Camera di Commercio di Milano e della Camera di commercio di Monza e Brianza realizzato a maggio 2010. Una tutela per i consumatori, invece, è data dall’azione inibitoria, eventualmente promossa dalle Associazioni dei Consumatori e dalle Camere di commercio, che permette al Giudice di dichiarare la nullità delle clausole anche per il futuro, impedendo quindi che siano riproposte anche nei successivi contratti. L’11 giugno 2010, la presentazione in Camera di Commercio di Milano.

In caso di liti: conciliazione in Camera di commercio, Servizio di conciliazione presso la Camera Arbitrale di Milano, oppure presso l’Arbitro bancario e finanziario di Banca d’Italia, di recente istituzione.

Famiglie sempre più indebitate con la crisi
L’indebitamento delle famiglie italiane ha visto aumentare nel 2008 gli oneri per il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale. Il servizio del debito ha raggiunto il 10% del reddito disponibile ( era il 9% nel 2007), rendendo più problematiche le condizioni finanziare delle famiglie, che hanno incontrato maggiori difficoltà nel rimborso dei debiti. (Banca d’Italia 2009). E il 58% si stima più povero (per quasi una persona su 10, il reddito è diminuito dal 30 al 50%, per circa una su venti di oltre il 50%) mentre solo il 9% si considera più ricco di un anno fa (da un’indagine Camera di Commercio di Milano realizzata a gennaio 2010 su circa 900 persone).

“La Camera di commercio promuove un mercato trasparente per consumatori e imprese - ha dichiarato Lucia Moreschi, consigliere della Camera di Commercio di Milano –. E per svolgere al meglio questa funzione siamo attivi con strumenti di regolazione del mercato come i contratti tipo, i pareri sulle clausole vessatorie ed inique, i codici di autodisciplina, gli usi, la conciliazione, importanti strumenti di tutela per prevenire ed evitare liti e a favore dei consumatori”.

“Una crescita economica sana ed equa - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - si fonda su regole chiare, trasparenti e condivise: quando queste vengono meno non ci sono i presupposti per un mercato che genera vero sviluppo. Credo sia necessario impiegare il maggior numero di strumenti di regolazione affinché imprese e consumatori possano operare nella completa trasparenza e con regole certe”.

 

Camera di commercio di Milano, Ufficio Stampa, tel. 02.8515.5224-5298, e-mail: ufficio.stampa@mi.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Milano

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