Identità Italiana è il nuovo progetto dell’Isnart per la valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale italiano. Ne abbiamo parlato con il Direttore Generale dell’Istituto nazionale ricerche turistiche, Giovanni Antonio Cocco.
Come nasce il progetto?
Identità Italiana ha origine da alcune precise riflessioni sullo sviluppo turistico e culturale a livello locale: in Italia esistono delle manifestazioni culturali bellissime, che esprimono la storia del nostro territorio, e per le quali vengono spese ingenti risorse di carattere finanziario e umano. Delle 20 mila e più manifestazioni che si realizzano ogni anno ad esempio, la maggior parte sono frequentate poi solo dalle persone che risiedono nel territorio. Una recente indagine sul turismo degli eventi folkloristici in Italia, ha testimoniato infatti che questo tipo di manifestazioni sono visitate per il 95% dagli abitanti della provincia dove si tiene l’evento, e solo da un 5% di escursionisti della regione e altri turisti. L’aggravante è che gli escursionisti ed i turisti spendono in media 3 volte quello che spende un residente.
Qualcosa, quindi, non funziona a dovere? Avete individuato le motivazioni?
La nostra conclusione è che in molti casi il territorio, concentrato sulla manifestazione, non governa bene la turisticità del prodotto, ossia non riesce a disciplinare tutto quello che sta intorno all’evento. Per ampliarne il valore occorre renderlo turistico ed a questo riguardo abbiamo sviluppato un disciplinare con dieci punti da considerare. Ad esempio uno di questi punti è il coinvolgimento: se si vuole aumentare la turisticità di un evento occorre coinvolgere tutti gli operatori del territorio: dell’accoglienza, della ristorazione, ai gestori di musei e pinacoteche pubbliche o private che siano, ai produttori di prodotti agroalimentari, ai negozianti del territorio, ecc.. Ma questo del coinvolgimento è solo uno degli aspetti necessari a rendere gli eventi turisticamente fruibili. È qui che subentra Identità Italiana.
In cosa consiste il progetto?
Identità Italiana si propone di rendere turisticamente fruibile il patrimonio di feste, sagre, tradizioni ed eventi di diversa natura che caratterizzano l’identità culturale delle comunità locali italiane, attraverso adeguati sistemi di gestione integrata e nel rispetto dei principi espressi dalle convenzioni Unesco sul patrimonio immateriale e sulla diversità culturale. Principale obiettivo del progetto rimane quello di generare nuovi flussi turistici attraverso il richiamo esercitato dal patrimonio culturale costituito dalle manifestazioni e dagli eventi di varia natura, dalle attività di animazione culturali che si svolgono in Italia e che valorizzano il territorio e le sue risorse artistiche e culturali.
L’iniziativa è destinata a qualche territorio in particolare?
Il progetto Identità Italiana vuole valorizzare sia i territori della cosiddetta “Italia Minore” che, pur ricchi di un enorme patrimonio culturale materiale e immateriale, sono generalmente esclusi o toccati marginalmente dai flussi turistici sia, contemporaneamente, sostenere la qualificazione dei centri maggiori. Per ripensare allo sviluppo turistico dei territori in questa chiave occorre, quindi, arrivare a strutturare un vero e proprio “prodotto turistico globale”, che consiste nell’insieme dei fattori di attrattiva, dei servizi e delle strutture funzionali e di tutti gli stakeholder, verso cui i fruitori manifestano le proprie scelte. Abbiamo un immenso patrimonio culturale immateriale che facciamo vivere solo ai residenti e che, al contrario, potrebbe rappresentare la nostra punta di diamante per attrarre turisti italiani ed esteri. Si dice che la parola turismo richiami la parola emozione. Pensando ad un territorio una emozione è sicuramente vivere la cultura locale e le manifestazioni locali ne sono una chiara rappresentazione fisica.