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studi » L’agricoltura in Abruzzo: primi risultati del censimento 2010
Secondo i dati del 6° Censimento generale dell’agricoltura, al 24 ottobre 2010 in Abruzzo risultano attive 66.854 aziende agricole e zootecniche (in Italia: 1.630.420). Le aziende agricole abruzzesi risultano in calo del 13,1% rispetto al censimento del 20001 (in Italia: ‐32,3%). Di conseguenza il peso della regione è aumentato dal 3,2% del 2000 al 4,1%. La Superficie Agricola Utilizzata2 (in Abruzzo 449.988,65 ha, pari al 3,5% del valore italiano) è in crescita (+4,4%) risultato nettamente migliore di quello nazionale (‐2,3%). Il settore zootecnico in Abruzzo conta 7.609 aziende con allevamenti, pari al 3,6% delle 209.996 italiane. Anche in questo settore si riscontra un notevolissimo calo del numero di aziende (‐79,2%; in Italia: ‐68,3%). L’incidenza del settore zootecnico su quello agricolo, valutato attraverso il peso delle aziende con allevamenti sul totale delle agricole, in Abruzzo è dell’11,4% (in Italia: 12,9%), pari a solo un quarto del valore registrato nel 2000 (47,6%). Relativamente alle principali specie di bestiame l’allevamento bovino risulta trainante considerando che è praticato da 3.986 aziende (in Italia: 124.341) pari al 52,4% di quelle zootecniche (in Italia: 59,2%). Rispetto al 2000 il numero di capi bovini in Abruzzo è diminuito (‐5,2%) meno del numero di aziende (‐33,0%) così che la dimensione media degli allevamenti è salita da 13,9 a 19,7 capi per azienda. L’allevamento ovino è praticato da 3.160 aziende pari al 6,2% del totale nazionale e al 41,5% delle aziende zootecniche abruzzesi (in Italia è il 24,3%). Anche per l’allevamento ovino il numero di capi è diminuito (‐25,2%) meno del numero delle aziende (‐67,2%) così che la dimensione media aziendale è salita da 29,2 a 66,6 capi (in Italia: 129,8). Le aziende che allevano equini sono 1.605, pari al 3,5% del totale nazionale e al 21,1% delle aziende zootecniche regionali (in Italia è il 21,7%). All’aumento del numero dei capi (+34,8%) si è affiancata la diminuzione delle aziende (‐16,9%) così che si è passati da 4,4 a 7,1 capi per azienda (in Italia è 4,9). Tra le principali coltivazioni i seminativi, estesi su 179.419,91 ha (41,0% della SAU), non hanno subito variazioni di rilievo (‐0,3%). Prevalgono i cereali (71.080,05 ha in calo del 21,9%), le foraggere avvicendate (64.065,97 ha in aumento del 33,5%) e le coltivazioni ortive (12.543,98 ha in crescita del 37,0%). Il 39,6% della SAU è costituita da prati permanenti e pascoli (173.318,96 ha in aumento del 4,2%) e il 17,8% da coltivazioni legnose agrarie (77.950,67 ha in diminuzione del 4,9%). Tra queste ultime la quota principale è rappresentata dall’olivo (42.773,23 ha in aumento del 6,4%), dai vigneti (30.266,60 ha in flessione del 13,3%) e dai fruttiferi (3.929,49 ha in calo del 36,4%). In Abruzzo la maggior parte della SAU è costituita da terreni di proprietà (65,1%; in Italia è il 60,6%) sebbene sia in netto calo rispetto al 2000 (84,1%; in Italia: 75,5%). L’affitto è molto meno rilevante (24,2%; in Italia: 32,3%) sebbene in crescita consistente (10,8%; in Italia: 20,7%). L’uso gratuito ha raddoppiato il suo peso ma rimane molto limitato (in Abruzzo 10,7% e in Italia 7,0%). Tali valori contraddistinguono una struttura fondiaria più flessibile rispetto al passato, le cui aziende agricole hanno ampliato le dimensioni anche grazie a terreni in affitto e in uso gratuito. Riguardo ai capi-azienda censiti in Abruzzo, si registra che il 96,0% è il conduttore, l’1,5% è coniuge del conduttore e l’1,1% è altro familiare del conduttore. Considerando che il 28,7% di essi ha più di 70 anni, il 24,0% è costituito da sessantenni e il 23,3% da cinquantenni, la forza produttiva agricola sembra attraversare una fase di preoccupante invecchiamento. Inoltre, il 4,5% dei capi-azienda non ha alcun titolo di studio, il 37,0% solo la licenza di scuola elementare, il 29,6% la licenza di scuola media inferiore. I capi-azienda diplomati e laureati costituiscono il solo 24,2% del totale mentre i laureati con indirizzo agrario lo 0,5% e i diplomati con indirizzo agrario l’1,9%. CRESA, Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali, tel. 086 225335, fax 086 2419951, e-mail: info@cresa.it
Fonte: CRESA, Centro Regionale di Studi e Ricerche Economico Sociali
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