La Camera di Commercio di Ferrara presenta il “diamante (piuttosto spuntato per la verità) dell’economia ferrarese”, il nuovo strumento di analisi elaborato dall'ente camerale che propone una sintetica lettura d’insieme dell’economia locale al 31 dicembre 2011, mettendo a confronto i valori rilevati per la provincia di Ferrara con quelli dell’Emilia-Romagna e dell’Italia dei seguenti indicatori:
- tasso di occupazione (occupati/popolazione con più di 15 anni);
- valore aggiunto pro-capite in migliaia di euro;
- propensione all'export (esportazioni/PIL);
- grado di apertura (importazioni + esportazioni/PIL);
- unità locali attive ogni 100 abitanti.
Un confronto territoriale dunque, ma anche un modo per rapportare aspetti diversi del sistema economico, vale a dire internazionalizzazione, struttura produttiva, mercato del lavoro e ricchezza.
Per quanto riguarda il tasso di imprenditorialità, calcolato sul numero di unità locali ogni 100 abitanti, l’indicatore del diamante non subisce nel tempo variazioni rilevanti e risulta piuttosto in linea con quanto registrato negli altri ambiti territoriali. I pesanti effetti della crisi sull’occupazione si fanno sentire, invece, con una diminuzione del tasso di occupazione rispetto all’anno precedente: la punta del diamante, con un valore pari al 66,3%, risulta esterna a quella dell’italiana, ma interna a quella dell’Emilia-Romagna, significando quindi una peggior tenuta nei confronti della regione. Stessa situazione si registra poi per la ricchezza pro capite, misurata dal PIL per abitante. Infine l’internazionalizzazione. Nonostante Ferrara con tassi di variazione superiori a quelli della regione, stia recuperando i livelli raggiunti dalle esportazioni nel 2007 (quando superavano i 2,4 miliardi euro), la propensione all’export, misurata dal rapporto tra il valore delle esportazioni ed il valore aggiunto, risulta essere ancora inferiore ai corrispondenti valori degli altri ambiti territoriali. L’aumento che si sta registrando per le importazioni potrebbe infine far migliorare il grado di apertura, che a Ferrara risulta essere più basso ai valori di Emlia-Romagna ed Italia.
In allegato il grafico.