Nel secondo trimestre dell’anno la ripresa procede in provincia di Bergamo, così come in Lombardia, a ritmi blandi e con ampi divari tra i principali settori economici.
La produzione manifatturiera, dopo la battuta d’arresto tra gennaio e marzo, torna a crescere tra aprile e giugno e si mantiene al di sopra dei livelli di un anno fa.
Sono risultati importanti, tanto più perché ad essi si accompagna un recupero occupazionale degli addetti alla produzione.
I livelli produttivi dell’industria distano ancora 8,5 punti percentuali dai massimi raggiunti prima della crisi dell’autunno 2008. Per l’artigianato manifatturiero il gap da recuperare è ancora più ampio, oltre i 20 punti percentuali.
Il fatturato nell’industria cresce anch’esso, a ritmi contenuti e in un contesto in cui la sostenuta dinamica dei prezzi internazionali delle materie prime, anche se in leggero rallentamento rispetto all’inizio dell’anno, viene trasferita solo in parte sui prezzi finali.
Da sottolineare che il 36,7 per cento del fatturato della nostra industria è realizzato sui mercati internazionali. Una quota in costante e progressivo aumento negli ultimi trimestri che dimostra come la ripresa del ciclo produttivo sia in larghissima, decisiva misura dovuta alla competitività delle esportazioni sui mercati esteri, europei ed extraeuropei.
Le prospettive a breve termine del ciclo industriale non sono tuttavia particolarmente brillanti. Gli ordini dall’estero sono in lieve calo nel trimestre (-0,4 per cento) e gli ordinativi nazionali crescono (+0,5 per cento) in misura insufficiente a dare una scossa ad una dinamica stentata da un anno a questa parte.
Le previsioni dell’industria locale restano orientate prevalentemente in senso positivo ma con un progressivo deterioramento della domanda attesa, soprattutto di quella interna.
Il profilo del ciclo dell’industria si ritrova anche nell’artigianato manifatturiero ma con una dinamica ancora più debole e una flessione più marcata degli ordinativi. Nell’artigianato è ancora consistente la quota, una su tre, di imprese con variazioni molto negative della produzione su base annua.
Nel commercio il calo su base annua del volume d’affari è marcato più nel settore alimentare (-7,7 per cento) che in quello non alimentare (-2,4 per cento). Si tratta in entrambi i casi di esercizi specializzati gestiti da piccole imprese. Nella distribuzione organizzata, cioè nel commercio al dettaglio non specializzato la flessione è meno pronunciata (-1,4 per cento) ma si conferma sugli stessi valori negativi del precedente trimestre.
Nei servizi segnali di crescita sono presenti solo per informatica e telecomunicazioni (+3,2 per cento la variazione tendenziale) mentre nei restanti servizi alle persone, al turismo e alle imprese prevale il segno negativo. Spunti positivi riguarderebbero anche il volume d’affari nelle costruzioni (+5,8 per cento), un segnale da verificare nei prossimi mesi perché non trova conferma nel più robusto dato campionario regionale che dà l’edilizia ancora in affanno.
Il quadro di evoluzione della congiuntura provinciale presenta anche alcuni concordanti segnali di miglioramento sul versante dell’occupazione. Nell’industria e nell’artigianato, come detto, l’incremento trimestrale degli addetti è rispettivamente del +0,2 e del +0,3 per cento. La quota della Cassa integrazione effettivamente utilizzata in percentuale sul monte ore, nonostante l’oscillazione dell’ultimo trimestre, si conferma molto al di sotto dei valori della fase più critica. Nel commercio gli addetti sono stazionari e nei servizi l’aumento è consistente anche se non generalizzato a tutti i settori.
La componente stagionale, che influenza positivamente le assunzioni nel secondo trimestre dell’anno, è forse alla base di questi tenui progressi ancora insufficienti a diradare l’incertezza che grava sulle prospettive del mercato del lavoro. Bisogna anche ricordare che alle indagini campionarie rispondono ovviamente le imprese ancora in attività e quindi non è adeguatamente colta la quota di occupazione persa a seguito della chiusura di non poche piccole aziende.
Tuttavia il segnale è incoraggiante e potrebbe concretizzarsi, stando alla prima rilevazione trimestrale del Sistema Excelsior, nei programmi occupazionali delle imprese che prevedono 2.410 assunzioni nel terzo trimestre 2011 in provincia di Bergamo, senza contare le missioni dei lavoratori interinali. Saranno richiesti soprattutto operai (il 59% del totale), il 70% delle assunzioni riguarderà comparti dei servizi e il 54% di esse avverrà in imprese con oltre 50 dipendenti. Fino a 19 assunzioni su 100 potranno essere destinate a personale immigrato. La provincia di Bergamo risulta 28esima in Italia per la quota di assunzioni di laureati e diplomati sul totale delle assunzioni previste, mentre si colloca in quarta posizione per la quota di assunzioni di figure di alto profilo professionale ("high skill").
Nel corso del secondo trimestre del 2011 l’indice della produzione destagionalizzato è aumentato (+0,6 per cento dopo la variazione nulla nel precedente trimestre) portandosi a quota 100,2, circa 8,5 punti al di sotto del picco massimo raggiunto nel primo trimestre del 2008. La variazione su base annua è positiva (+3,2 per cento), in calo rispetto ai trimestri precedenti.
La dinamica congiunturale si è attenuata nella prima metà dell’anno rispetto ai valori del 2010 e questa velocità ridotta si riverbera sui tassi tendenziali che, pur positivi, sono in via di ridimensionamento.
Dal primo trimestre 2011, l’indagine congiunturale regionale sull’industria e sull’artigianato di produzione ha rinnovato il proprio impianto metodologico per avvicinarsi il più possibile ai criteri adottati in analoghe rilevazioni a livello nazionale (Istat) ed europeo (Eurostat).
Le due principali modifiche hanno riguardato l’adozione della nuova classificazione delle attività economiche (ATECO2007) e un nuovo metodo di trattamento dei valori anomali o outliers.
In termini di variazioni grezze, le imprese di dimensioni maggiori, oltre i 200 addetti, registrano un incremento tendenziale della produzione del +3,5%, le medie imprese (50-199 addetti) del +1,9%, le piccole imprese (10-49 addetti) del +4,6%.
Nell’aggregazione dei comparti per destinazione economica delle produzioni, la variazione tendenziale nei beni finali è del +4,5%, nei beni intermedi del +2,2%, nei beni d’investimento del +1,9%.
Si riduce la diffusione settoriale della ripresa rispetto alla precedente rilevazione con 6 settori su valori negativi (contro i 4 della precedente rilevazione) e 7 in espansione (9 nel trimestre precedente).
Nella rilevazione del secondo trimestre dell’anno si conferma come già nella precedente rilevazione, l’ottimo risultato, su base annua, della siderurgia in aumento del +14,5 per cento. Ancora positivo il risultato nella meccanica (+7%) che comprende poco meno della metà dell’intero campione indagato. Seguono, con incrementi significativi le industrie varie (+5,3%), l’abbigliamento (+2,6%) e la gomma- plastica (+1,8%). Segno ancora negativo per i minerali non metalliferi (-1,3) e il legno-mobili (-3,2) –settori entrambi connessi all’edilizia – e per il tessile (-2,6, mentre il più robusto dato medio regionale è positivo). Inversione di tendenza per la chimica (-2,4%) e la carta-editoria (-1%). Mezzi di trasporto, alimentari e pelli-calzature non raggiungono la soglia minima di significatività del dato.
La dinamica trimestrale, in termini di variazione grezza, è positiva sia nella meccanica che nel tessile.
Le aziende che dichiarano una variazione tendenziale molto negativa (oltre il -5%) della produzione aumentano dal 19,9 per cento della volta scorsa al 22,7 per cento attuale, mentre calano dal 56,2 per cento al 43,6 le imprese con incrementi oltre il 5 per cento.
Il saldo complessivo tra segnalazioni di aumento e diminuzione si riduce , per il secondo trimestre consecutivo, ma resta ampiamente positivo al +26,5.
Risale leggermente anche a Bergamo nell’ultimo trimestre il tasso di utilizzo degli impianti (68,7 per cento il dato destagionalizzato) ma la tendenza è ancora oscillante e lontana dal più marcato recupero evidenziato dal dato medio regionale.
Il fatturato totale a prezzi correnti – che incorpora quindi la rilevante componente inflazionistica - è in modesto aumento su base trimestrale (+0,6%) . La variazione rispetto a un anno fa è positiva (+6,4 %) ma in attenuazione rispetto alla precedente rilevazione.
L’andamento del fatturato in termini grezzi registra su base annua buoni risultati per la meccanica e il tessile e qualche segnale di indebolimento del fatturato estero della chimica.
La quota del fatturato estero sul totale si mantiene elevata (36,7%) e in progressivo aumento negli ultimi trimestri. Era del 35,2 nel secondo trimestre del 2010.
L’andamento degli ordini totali, sintetizzato dall’indicatore che stima il numero di giorni di produzione equivalenti alle nuove commesse acquisite nel corso del trimestre, accenna un leggero calo in Lombardia mentre a Bergamo l’ultima oscillazione è in rialzo.
L’andamento in valore (deflazionato e destagionalizzato) degli ordinativi presenta un profilo poco brillante.
Gli ordinativi interni sono in debole crescita (+0,5%) sia nel trimestre che nel confronto annuo.
Gli ordini dai mercati internazionali si mantengono su un buon livello rispetto a un anno fa (+6,8%) ma sono in ripiegamento (-0,4%) negli ultimi tre mesi.
In termini di dati grezzi, la meccanica e il tessile segnalano variazioni positive su base annua ma flessioni su base trimestrale. In particolare la meccanica registra un calo congiunturale rilevante degli ordini dall’estero.
Prevalgono, con un saldo percentuale di 6 punti (di 7,4 nella meccanica), le valutazioni di relativa esuberanza delle giacenze di prodotti finiti. I giudizi sulle scorte rappresentati in termini di saldo sono caratterizzati nelle ultime rilevazioni da notevoli oscillazioni. Per circa tre quarti del campione delle imprese intervistate il livello delle scorte è tuttavia adeguato.
I prezzi delle materie prime, da qualche tempo surriscaldati a livello internazionale, e dei prodotti finiti sono ancora in fase di crescita ma in decelerazione .
L’occupazione
Il numero degli addetti delle imprese del campione aumenta per il secondo trimestre consecutivo, come risultato a saldo di un tasso d’ingresso di 2,06 e di un tasso di uscita di 1,53. Il dato destagionalizzato, che neutralizza gli effetti di calendario, è anch’esso positivo (+0,2%). La variazione su base annua è in progressivo recupero negli ultimi trimestri e solo di un soffio (-0,1%) inferiore rispetto ad un anno fa.
Gli addetti della meccanica aumentano nel trimestre (2,64% il tasso d’ingresso e 1,78 il tasso di uscita). Nel tessile ad un tasso di ingresso di 0,32 è corrisposto un tasso di uscita di 1,48 con un saldo negativo del -1,2 per cento nel trimestre. Su 13 settori, 6 riportano variazioni negative. Progressi, oltre che nella meccanica, nella siderurgia, nei mezzi di trasporto, negli alimentari e pelli-calzature. Stazionarietà nei restanti settori.
L’aumento dell’occupazione a Bergamo nel primo trimestre del 2011 (+0,54) è superiore alla media regionale lombarda (+0,22%). Variazioni ancora negative a Como e Milano.
E’ in lieve aumento su base trimestrale il ricorso alla Cassa integrazione.
I servizi nel 2° trimestre 2011
L’indagine congiunturale nei servizi ha riguardato 1.405 imprese in Lombardia (nei settori: costruzioni-edilizia, commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, trasporti e attività postali, informatica e telecomunicazioni, servizi avanzati alle imprese, altri servizi alle imprese, servizi alle persone) con 3 addetti e più, pari al 99,8% del campione previsto, 157 (104% del campione previsto) di queste in provincia di Bergamo.
Il volume d’affari nell’insieme dei servizi indagati, è pressoché invariato su base annua a Bergamo (+0,1%) mentre in Lombardia è in leggera flessione (-0,4%).
Il saldo percentuale tra segnalazioni di aumento e diminuzione è negativo a Bergamo, (-12,3%) contro il saldo nullo della precedente rilevazione, mentre in Lombardia, è solo marginalmente positivo (+0,4%), rispetto al precedente -0,6%.
Aumentano dal 27,5 al 32,5 per cento le imprese con flessioni importanti e diminuisce dal 24,8 al 16,2 la quota di quelle che vanno meglio.
Nelle costruzioni la dinamica tendenziale è in recupero a Bergamo (+5,8% rispetto al precedente -0,4%); in Lombardia si conferma la flessione (-2,6% rispetto al -2,2% dello scorso trimestre).
Nel commercio all’ingrosso, risultato ancora negativo a Bergamo
(-2,7% dopo il -3% dello scorso trimestre) mentre a livello regionale si conferma una variazione positiva (+1,6%) simile a quella dello scorso trimestre.
Negli alberghi, bar e ristoranti, il volume d’affari è in calo a Bergamo da dodici trimestri consecutivi (-4,4% contro il precedente -1,7%); in regione il calo è del -2,1% contro il -1,9% dello scorso trimestre.
Torna negativa l’attività dei trasporti a Bergamo che si conferma invece in espansione in Lombardia.
Nell’informatica e telecomunicazioni la variazione tendenziale a Bergamo si conferma positiva. Negativa la dinamica regionale.
Nei servizi avanzati alle imprese il volume d’affari a Bergamo è in calo (-2%, rispetto al precedente -1%) mentre migliora la dinamica a livello regionale (+1,4% dopo il -1,5% nel trimestre precedente).
Negli altri servizi alle imprese (finanziari, immobiliari, vigilanza, pulizia con sole 4 risposte) è in calo il giro d’affari a Bergamo ( -3% dopo il -9,4% della volta scorsa); tiene invece in Lombardia (+0,6% dopo il precedente +1,8%).
Infine nei servizi alle persone netto calo a Bergamo (-7% contro il -4,5% precedente) così come in Lombardia (-6,5% rispetto al precedente -0,7%).
Si confermano in rialzo nel trimestre i prezzi dei servizi forniti a Bergamo (+0,3%) e in regione (+0,2%).
Cresce nel trimestre l’occupazione nel complesso dei servizi, anche se il risultato di Bergamo (un sonante +5%) è influenzato probabilmente da qualche specifico dato aziendale (nel commercio all’ingrosso) e va commisurato al più realistico progresso del dato medio lombardo: +0,6% .
Costruzioni, alberghi e ristoranti e servizi alle persone registrano a Bergamo crescite significative dell’occupazione, che cala invece nei trasporti e nei servizi avanzati alle imprese.