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interviste » Francesco Bettoni: Un Focus sulle infrastrutture italiane

  • DATA:
    09-06-2008

Il gap infrastrutturale italiano nei confronti degli altri Paesi europei è fortemente cresciuto in questi ultimi 15 anni, e in particolar modo nell’ultimo quinquennio. Il dato emerge dal Rapporto annuale di Unioncamere – presentato a Roma lo scorso 8 maggio nel corso della Giornata dell’Economia – che dedica un Focus speciale alla situazione delle infrastrutture italiane. Ne abbiamo parlato con il vicepresidente di Unioncamere nazionale, Francesco Bettoni.

Il Focus evidenzia come il ritardo infrastrutturale italiano sia cresciuto notevolmente in questi ultimi anni. Può fornire un quadro della situazione?
Per quanto riguarda la rete autostradale, nel 1980 l'Italia possedeva una rete più estesa della Francia e lunga tre volte più di quella spagnola. Oggi la rete francese supera la nostra del 65% e quella spagnola del 75%. Non solo: tra il 2000 e il 2005 in Italia sono stati aperti solo 64 km di autostrade contro i 1.035 della Francia e i 2.383 della Spagna. Situazione negativa anche sulla rete ferroviaria ad Alta Velocità. La Francia possiede 1.893 km di linee ad alta Velocità, la Spagna km 1.552, la Germania km 1.300, l'Italia km 580.

Infrastrutture, mobilità e logistica sono temi che determinano il tasso di competitività di un paese, ma in Italia rischiano di rallentare lo sviluppo del sistema produttivo. In che modo, secondo lei, occorre intervenire per superare il ritardo infrastrutturale e recuperare competitività?
Nel velocizzare i tempi di attuazione, le procedure, i meccanismi di ricerca di consenso sul territorio interessato alle opere. Altro fattore importante può essere quello di far decollare nel nostro Paese il finanziamento delle opere infrastrutturali con il sistema del project financing.

Quali sono le iniziative sulle quali il sistema camerale sta focalizzando l’attenzione per contribuire a colmare il gap infrastrutturale che emerge dall’indagine?
Realizzazione di autostrade, ferrovie, reti telematiche. In particolare: – Autostrade: Brebemi – Pedemontana Lombarda, Tem, IPB – Ponte sullo stretto.

I ritardi nei tempi di attuazione delle opere infrastrutturali sono spesso dovuti all’iter lungo e farraginoso con cui vengono approvate le leggi. Lo scorso 15 maggio è stata varata una nuova legge che conferisce alla Regione Lombardia poteri speciali per garantire tempi certi e rapidi alla realizzazione delle opere strategiche fondamentali. Lei pensa che questa iniziativa legislativa si possa estendere all’intero Paese?
Indubbiamente. É arrivato il momento di modernizzare le procedure vecchie e superate del nostro Paese. Con tutto il rispetto per gli aspetti ambientali e per la ricerca di consenso, ma è indispensabile utilizzare metodologie e prassi più veloci.


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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