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interviste » 2° Rapporto sulla giustizia alternativa, ne parliamo Tiziana Pompei

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    18-02-2009
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Il Secondo Rapporto annuale sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia è stato presentato a Milano lo scorso 9 febbraio. La ricerca, curata dall’Isdaci, Istituto per lo Studio e la Diffusione dell’Arbitrato e del Diritto Commerciale Internazionale, con la  collaborazione di Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano, fornisce un quadro completo sugli operatori privati e pubblici che offrono questo servizio in Italia. Abbiamo rivolto alcune domande sull’argomento a Tiziana Pompei, Dirigente dell'Area per le Relazioni Istituzionali di Unioncamere.

Quale è stato il ruolo e il contributo di Unioncamere in questa iniziativa e in modo particolare nella realizzazione della ricerca?
Il Secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa rappresenta la prima iniziativa in Italia con cui viene realizzato un “censimento” annuale dei servizi di conciliazione e di arbitrato presenti nel nostro Paese. Il quadro che emerge da questa edizione del Rapporto è rassicurante, perché mette in evidenza una esperienza di giustizia alternativa che seppure con delle difficoltà cerca di andare avanti nel nostro Paese.
La Ricerca descrive le esperienze di conciliazione e di arbitrato che si sono sviluppate in Italia - anche in seguito alle indicazioni provenienti dall’Unione Europea -  evidenziandone il positivo trend di crescita: negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso a questi strumenti è più che triplicato, passando da 15.916 del 2005, a 26.896 del 2006 e a 50.808 del 2007.

A suo avviso, quali sono i risultati più importanti che emergono nella ricerca?
I risultati più importanti sono due. Il primo di carattere generale; dal Rapporto emerge infatti che in Italia c’è una rinnovata consapevolezza rispetto all’utilità e ai vantaggi degli strumenti di giustizia alternativa, per cui l’esperienza è in continua crescita.
Il secondo riguarda le Camere di commercio: se consideriamo, infatti,  i dati che emergono dal Rapporto, l’esperienza di conciliazione e di arbitrato del sistema camerale risulta essere quella più significativa. Le Camere di commercio con le 69 Camere Arbitrali attive e i 105 servizi di conciliazione hanno infatti gestito complessivamente, nel 2007, 435 arbitrati e 14.183 conciliazioni.
Se consideriamo anche i dati relativi al I semestre 2008, diffusi in occasione della scorsa edizione della Settimana della conciliazione,  le conciliazioni gestite dalle Camere di commercio sono state 10.722 con un incremento dell’80% rispetto a quelle gestite nello stesso periodo del 2007.

Come si differenziano le Camere di commercio rispetto agli altri organismi pubblici e privati nell’utilizzo degli strumenti di giustizia alternativa?
Il Secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa nelle conclusioni mette in evidenza che i soggetti che hanno gestito più conciliazioni, tra quelli pubblici e privati monitorati, sono:
- quelli che da più tempo hanno realizzato investimenti su questo nuovo modo di concepire il conflitto;
- quelli che hanno diversificato l’offerta di giustizia;
- quelli che hanno investito su un mercato più sicuro, per sostenere la competitività delle nostre imprese e contemporaneamente tutelare i consumatori;
- quelli che hanno investito sulla promozione della cultura e sull’organizzazione dei servizi.
Nel Secondo Rapporto si afferma, altresì, che chi ha avuto riconoscimenti legislativi e ha adottato modelli di conciliazione obbligatoria, ha gestito più conciliazioni.
Le Camere di commercio sono le istituzioni che si caratterizzano per tutti questi aspetti: perché si sono impegnate per valorizzare i servizi e perché hanno avuto riconoscimenti legislativi tali da poter rafforzare la propria esperienza e renderla maggiormente significativa.

 


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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