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approfondimenti » Il Codice Etico o di Condotta

  • DATA:
    13-11-2009
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    20-11-2009

Il contributo della Camera di Commercio di Savona sul tema del “Codice Etico o di Condotta”, definito anche come la "Carta Costituzionale" dell'impresa.
Il link al contributo originale è disponibile qui.

Il Codice Etico può definirsi come la “Carta Costituzionale” dell'impresa, ovvero una carta dei diritti e dei doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di ogni partecipante all'organizzazione imprenditoriale. In pratica, è uno strumento volontario e non vincolante ai sensi di legge che costituisce una dichiarazione di valori di cui un'organizzazione si dota.

Può essere anche definito come “l'altra faccia del Bilancio Sociale”. Infatti, dalla missione aziendale si possono diramare due attività concomitanti: una più generale, rivolta al controllo delle politiche di impresa (il Bilancio Sociale), l'altra, ai comportamenti individuali (il Codice Etico).

E' un mezzo a disposizione delle imprese per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell'azienda, perché introduce una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali dei propri dirigenti, quadri, dipendenti e spesso anche fornitori verso i diversi gruppi di stakeholders.

Il Codice Etico è uno strumento di implementazione dell'etica all'interno dell'azienda e per lo stakeholder manager costituisce un mezzo che permette di garantire una gestione equa ed efficace delle transazioni e delle relazioni umane e che sostiene la reputazione dell'impresa, in modo da creare fiducia verso l'esterno. La sua credibilità, ad oggi, dipende dal livello di serietà e di monitoraggio a cui è sottoposto dall'impresa e dagli stakeholders.

Le sue origini risalgono negli USA intorno agli anni '80 (anche se si ravvisano i primi esempi agli inizi del ‘900), in un momento di evasione dalla normativa da parte di molte aziende di grandi dimensioni. Oggi, la quasi totalità di imprese statunitensi è dotata di un codice di condotta, dato che, a partire dal 1991, il Governo degli Stati Uniti ha emanato delle norme specifiche (Federal Sentencing Commission Guidelines for Organisations) in materia di reati commessi dalle imprese: l'aver realizzato un Codice Etico consente di provare la buona fede dell'azienda, nei casi di contestazione, ottenendo sconti sulle sanzioni. In Italia, si annovera tra i primi esempi di Codice Etico quello redatto dalla Olivetti S.p.A. nei primi anni '60.

Decreto Legislativo 231/2001
La diffusione del Codice Etico in Italia ha subito una forte crescita a seguito dell'emanazione del Decreto Legislativo 231/2001 che ha introdotto la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche e delle società per gli illeciti dipendenti da reati contro la Pubblica Amministrazione nonché da reati societari, commessi da soggetti c.d. “apicali” (persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua organizzazione dotata di autonomia finanziaria o funzionale) ovvero, da soggetti sottoposti alla vigilanza di questi ultimi nell'interesse o a vantaggio dei suindicati enti.

Tale responsabilità si aggiunge a quella della persona fisica che ha materialmente realizzato il fatto. In base all'art 6 del suddetto D.Lgs. le società, al fine di prevenire e monitorare atti che possano determinare l'eventuale responsabilità amministrativa, autonoma ed aggiuntiva rispetto a quella penale della persona che ha commesso il reato, hanno la facoltà di adottare un “modello di organizzazione, gestione e controllo” ed un “Organismo di Vigilanza”, idonei, nel loro insieme, a prevenire i reati richiamati. In tale sede è stato adottato anche il Codice Etico, elemento indispensabile del modello, che costituisce uno degli strumenti posti in essere dalla società per garantire la diffusione e l'osservanza di principi, norme e standard generali di comportamento atti alla salvaguardia dei valori etici di riferimento.

Il Codice Etico, oltre ad esplicitare i valori su cui si fonda la cultura d'impresa, contiene disposizioni specifiche volte a prevenire la commissione dei reati richiamati dal suddetto Decreto Legislativo.

Le finalità del codice di condotta:
- eliminare o prevenire atti palesemente contrari alla morale comune o agli interessi dell'impresa;
- aiutare i dipendenti a risolvere problematiche di natura “etica”;
- migliorare il rapporto con gli stakeholders.

I principi
Relativamente alla struttura del Codice Etico, questo, può variare da impresa a impresa, ma, generalmente, si possono distinguere:
- i principi etici generali, che riassumono e guidano la mission imprenditoriale, definendo i valori di riferimento (per esempio: prevenzione della corruzione, onestà, rispetto dell'integrità fisica e culturale della persona, correttezza, eguaglianza, trasparenza, collaborazione e lealtà nel rapporto con gli stakeholders);
- i principi specifici di comportamento, che individuano analiticamente le linee guida e le norme alle quali i destinatari del Codice Etico devono conformarsi ed altresì le regole per gestire le relazioni con i vari stekeholders;
- i principi di comportamento finalizzati alla prevenzione dei reati, ivi comprese anche le sanzioni interne per la violazione del Codice Etico;
- i meccanismi di attuazione concreta, comprensivi del sistema di controllo finalizzato all'osservanza ed al continuo aggiornamento/miglioramento del Codice Etico, affidato solitamente ad un Comitato Etico (Organismo di Vigilanza).

Alcuni principi generali contenuti nel Codice Etico sono:
- equità ed eguaglianza;
- trasparenza;
- onestà;
- diligenza;
- imparzialità;
- riservatezza;
- tutela della persona;
- tutela ambientale.

Il Codice Etico è uno strumento polivalente, avente due funzioni principali:
A) funzione di autotutela: per limitare i propri manager/dirigenti ed i dipendenti a violare la normativa vigente tramite l'applicazione di sanzioni interne;
B) funzione di autogestione: per evitare l'intervento del legislatore.

Alcuni esempi di Codice Etico
- Il codice di autodisciplina delle aziende quotate in Borsa, meglio conosciuto come Codice Breda, sottoscritto dalle Società quotate in Borsa. Presentato il 6 ottobre 1999 e rivisitato nel 2002, è composto da tredici regole di condotta che si propongono di favorire la nascita anche in Italia di amministratori “indipendenti” e di speciali comitati chiamati ad assistere gli amministratori esecutivi, svolgendo anche un ruolo di contrappeso nelle tematiche più delicate della gestione aziendale.
- Il Codice Etico di Confindustria
- RAS ha pubblicato il proprio Codice Etico, in allegato al Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo adottato in seguito al decreto legislativo 231/2001 
- Il Codice Etico del Gruppo CartaSi
- Il Codice Etico del Gruppo Edison 
- Il Codice di Condotta del Gruppo Fiat
- Il Codice Etico di Mondatori S.p.A.
- Il Codice Etico del gruppo CARIGE
- Il Codice Etico del gruppo Generali
- Il Codice Etico di Poste Italiane S.p.A.

Camera di Commercio di Savona, Servizi Promozionali, Ufficio Eurosportello, tel.019.8314261-262, e-mail: euroinfo@sv.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Savona

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