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Il Codice Civile non fornisce la definizione di “impresa”, ma quella di “imprenditore”:
“E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi” (art. 2082 C.C.).
E’ evidente che l’attività di cui sopra non è altro che l’impresa. Quest’ultima – da non confondersi con l’azienda o la ditta - viene perciò definita come “l’attività dell’imprenditore”.
In base alla precedente definizione risulta chiaro che, affinché vi sia impresa, devono ricorrere le seguenti condizioni:
1) l’esercizio di una attività economica diretta alla produzione o allo scambio di beni e di servizi;
2) l’organizzazione dell’attività;
3) la professionalità.
Esaminiamole brevemente.
Esercizio di una attività economica diretta alla produzione o allo scambio di beni e di servizi
L’attività economica è un’attività diretta alla creazione di nuova ricchezza, non solo attraverso la produzione di nuovi beni, ma anche aumentando il valore di quelli esistenti (commerciandoli o in altro modo).
Non rientrano in questa definizione le attività culturali, intellettuali o sportive: ad esempio lo scrittore, lo scienziato, il calciatore non sono considerati imprenditori.
Organizzazione dell’attività
L’attività economica si considera “organizzata” – e può assumere quindi caratteristiche d’impresa – quando è svolta attraverso un’azienda.
In proposito il Codice Civile (art. 2555) definisce l’azienda come “il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”: macchinari, impianti, attrezzature, locali, arredi, ecc., o più genericamente capitali.
Tuttavia oltre che di capitali l’azienda è fatta anche di lavoro, cioè di risorse umane, ognuna con una propria funzione, coordinate e dirette dall’imprenditore.
L’organizzazione deve avere un’importanza apprezzabile nell’esercizio dell’attività: se questa è esercitata con strumenti modesti e senza ricorrere al lavoro altrui, non è attività organizzata (e non può quindi, in questo senso, considerarsi impresa).
Professionalità
La professione è l’esercizio abituale e prevalente di un’attività: per “professionalità” s’intende quindi la sistematicità, la non sporadicità dell’attività esercitata.
Ad esempio, uno studente universitario che occasionalmente faccia interviste per una società di indagini demoscopiche non svolge attività professionale, quindi non è considerato imprenditore.
Non è necessario, invece, che l’attività sia svolta ininterrottamente: una attività stagionale, quando sia esercitata in forma organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi, costituisce attività d’impresa.