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interviste » Giuseppe Tripaldi: l'importanza del Premio Impresa Ambiente

  • DATA:
    11-12-2007
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Si sta svolgendo la terza edizione del “Premio Impresa Ambiente”, il riconoscimento per le imprese private e pubbliche che si sono particolarmente distinte in un’ottica di Sviluppo Sostenibile, Rispetto Ambientale e Responsabilità Sociale. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Tripaldi, direttore generale di AeT - Ambiente e Territorio, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, membro del Comitato di riferimento e coordinamento del “Premio Impresa Ambiente” 2007 e rappresentante italiano dell'"European Business Awards for the Environment".

In che modo l’attenzione all’ambiente può essere un fattore strategico per la competitività di un’impresa?

Attivare un atteggiamento socialmente responsabile nei confronti dell’ambiente implica due ordini di vantaggi. Da un lato, l’adozione di una corretta gestione ambientale consente di ridurre i consumi di risorse naturali, abbattere i costi dello smaltimento dei rifiuti, minimizzare il rischio di incidenti e sanzioni, migliorare i rapporti con le autorità pubbliche e la popolazione locale, accrescere la fiducia degli enti di credito e delle assicurazioni, migliorare la credibilità aziendale. Dall’altro l’attenzione all’ambiente rappresenta un motore di innovazione perché implica l’esigenza di anticipare le richieste del mercato, investendo in ricerca e sviluppo per trovare soluzioni innovative che sul mercato si traducono in vantaggio competitivo.

In Italia si può già parlare di un’eco-industria nazionale?


Le precedenti edizioni del Premio dimostrano che in Italia c’è un grande fermento da parte delle imprese – non solo delle grandi, ma anche delle piccole e medie – che sempre più cercano di distinguersi sul mercato offrendo soluzioni che fanno della sostenibilità la carta “vincente”. Tuttavia c’è ancora molto da fare perché questo processo entri “a regime”. Ritengo che si stiano facendo passi importanti verso la nascita di una seria eco-industria nazionale. Il Ministero dello sviluppo economico, con il Disegno di legge Industria 2015, ha dato il via ad una “buona pratica” che premia le imprese che coniugano sviluppo e tutela ambientale e che fanno della politica verde un motore essenziale per essere competitivi. La creazione di una eco-industria nazionale passa, infatti, per alcuni passaggi decisivi: innescare processi produttivi in grado di immettere sul mercato nuovi prodotti e tecnologie; accompagnare la riqualificazione di comparti industriali esistenti, verso prodotti più efficienti; favorire la revisione dei cicli produttivi con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni; acquisire la coscienza che una gestione ambientalmente consapevole aumenta la capacità delle aziende di essere sul mercato in maniera durevole.

Qual è l’impegno del Sistema camerale per sensibilizzare le imprese sul tema della responsabilità ambientale?

Il Sistema camerale – Unioncamere e Camere di commercio di Roma e Milano – è orgoglioso di aver organizzato e sostenuto il Premio Impresa Ambiente fin dalla sua prima edizione. L’obiettivo che intendiamo perseguire, attraverso quest’iniziativa, è quello di diffondere sempre più nel nostro sistema imprenditoriale una nuova cultura d’impresa, che coniughi i valori dello sviluppo sostenibile e della responsabilità sociale con i principi economici.

La novità dell'edizione 2007 è l'introduzione di un “Premio Speciale Giovane Imprenditore”. Perché questa scelta?


L’affermarsi della cultura della sostenibilità in Italia passa dalla condivisione di una nuova filosofia, che considera la variabile ambientale non un vincolo restrittivo e oneroso ma un fattore strategico di competitività sul mercato. Nella nuova classe imprenditoriale è riposta la speranza di un futuro in cui l’Italia giochi un ruolo di primo piano nella creazione – e perché no? nell’esportazione – di “soluzioni verdi”. Già le precedenti edizioni del Premio hanno dimostrato come molti imprenditori under 40 abbiano fatto impresa puntando come scelta strategica a soluzioni, prodotti e modelli gestionali sostenibili.


Fonte: Redazione Cameradicommercio.it

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