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approfondimenti » Ferrara: il ricorso alla conciliazione e’ raddoppiato in tre anni

  • DATA:
    20-10-2010
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    20-10-2010

Tempi lunghi, costi elevati, esiti incerti: questo l’identikit della giustizia civile per le imprese che, per far valere un diritto davanti al giudice devono attendere in media 960 giorni per una sentenza di primo grado, altri 1.509 per quella in appello e 912 per l’eventuale giudizio in Cassazione: totale 3.381 giorni, pari a oltre 7 anni. In uno scenario economico che viaggia al tempo di internet, ce n’è abbastanza per le imprese per bocciare il sistema della giustizia civile italiana ma, evidentemente, non ancora per convincersi a ricorrere a strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, come la conciliazione. Sebbene, infatti, negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso alla conciliazione a Ferrara sia triplicato (una crescita importante che, senza dubbio, conferma come la domanda di giustizia nella nostra provincia non passi solo dai tribunali), le imprese ferraresi continuano imperterrite a rivolgersi alla giustizia ordinaria anche se, nel 40% dei casi, le loro richieste vengono rigettate in primo grado perché giuridicamente infondate. Eppure, rivolgersi alla Camera di Commercio per richiedere una conciliazione può portare alla soluzione della controversia anche in meno di 30 giorni.

“La ben nota lentezza della giustizia civile – ha detto il Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati - si riflette negativamente sulla competitività delle imprese e sull’economia del Paese perché ci impone un costo aggiuntivo che i nostri concorrenti non hanno, e perché esercita un fortissimo disincentivo ad investire per le aziende straniere. Detto questo, occorre però un cambiamento culturale profondo anche nelle imprese perché la loro richiesta di giustizia sia sempre più sostanziale, orientata al risultato e non meramente formale. La Conciliazione – ha proseguito Roncarati - è una scelta vincente. Perché con l'aiuto del conciliatore è possibile risolvere una lite con un semplice accordo, tentando di trovare in breve tempo una soluzione amichevole, soddisfacente e condivisa”.
Obiettivo, dunque, della Camera di Commercio è che la Settimana della conciliazione (18-24 ottobre 2010), sia la base di una nuova ‘educazione’ alla giustizia delle imprese ferraresi. Nel corso dell’evento, infatti, saranno realizzati dall’Ente di Largo Castello incontri, corsi specialistici e convegni per far comprendere a cittadini, operatori economici e studenti (i professionisti del domani) le opportunità offerte da questa tipologia di procedimento alternativo al ricorso ai Tribunali.

Meno Tribunale, conciliazione obbligatoria per risolvere le liti
Il Consiglio dei Ministri ha approvato a marzo 2010 il decreto legislativo che rende obbligatorio il ricorso alla conciliazione per liti in materia di condominio, locazione, responsabilità medica, contratti bancari, finanziari ed assicurativi. Lo scopo è alleggerire il lavoro della giustizia civile e fornire a chi litiga uno strumento di risoluzione della controversia veloce, efficace ed economico, con la possibilità di usufruire anche di agevolazioni fiscali e crediti di imposta. Insomma, una vera e propria rivoluzione, che aumenterà il ruolo della mediazione svolta attraverso gli organismi conciliativi accreditati presso il Ministero della Giustizia, tra cui quello della nostra Camera di Commercio.

Come si concilia? Soluzioni fantasiose
Luna di miele andata male? Tour operator poco affidabili? Il prezioso golf rovinato dalla lavanderia? Una ristrutturazione mal eseguita? Il fornitore di sempre questa volta non ha rispettato le vostre richieste? Costi aggiuntivi sulle bollette telefoniche? O nei conti correnti? Incomprensioni tra soci? Per questi ed altri problemi si concilia con un accordo oppure si arriva a stipulare un nuovo contratto tra le parti che permette il proseguimento del rapporto commerciale. L’accordo può essere monetario o, come succede in taluni casi, più “fantasioso’’, ad esempio offrendo dei servizi invece del denaro. Oppure un buono per avvalersi di futuri lavaggi, nel caso di un capo rovinato in lavanderia. A Ferrara, fanno sapere dalla Camera di Commercio, un’impresa e un consulente, in lite per richiesta di pagamento “troppo esosa”, si sono accordati versando la somma dovuta a favore di un’associazione non profit. E alcuni operatori telefonici, anziché restituire denaro, hanno offerto telefoni cellulari o carte sim con un certo importo di ricarica. O ancora lo sconto per i futuri lavori di un fotografo, dopo un lavoro non soddisfacente.

Camera di Commercio di Ferrara, Ufficio Stampa, Andrea Migliari, tel. 0532.783921, e-mail: stampa@fe.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Ferrara

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