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studi » Il mercato del lavoro in Lombardia: Aprile 2011

  • DATA:
    01-07-2011
  • ULTIMO AGGIORNAMENTO:
    01-07-2011
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Gli indicatori congiunturali mostrano che l’economia regionale è in ripresa ormai da sette trimestri, trainata da un contesto internazionale per ora favorevole, seppur minacciato dall’aumento del prezzo del petrolio, dalle recenti tensioni nel Nord-Africa e in Medio Oriente, oltre che dal terremoto giapponese.
La ripresa in Lombardia e in Italia registra però ritmi più contenuti rispetto al resto d’Europa e la produzione permane al di sotto dei livelli pre-crisi. In questo quadro il mercato del lavoro fatica ad agganciare la ripresa e non si sono ancora registrati chiari segnali di una effettiva inversione di tendenza. Al tradizionale ritardo di risposta del mercato del lavoro al ciclo, parzialmente attenuato dalla maggiore flessibilità occupazionale che dovrebbe consentire aggiustamenti più tempestivi, si aggiunge il rischio di una jobless recovery a causa della debolezza della ripresa e della necessità di riassorbire la manodopera sottoutilizzata durante la crisi (attraverso riduzioni degli orari di lavoro e ricorso alla CIG).

In Lombardia sarebbero necessari 106mila occupati in più per eguagliare il tasso di occupazione del semestre pre-crisi.
I dati più recenti mostrano comunque alcuni segnali di miglioramento del mercato del lavoro lombardo.
Per la prima volta dall’inizio della crisi, il tasso di occupazione (65,4%) torna a registrare una, seppur lieve, variazione positiva nel IV trimestre 2010 (+0,1 punti percentuali rispetto al IV trimestre del 2009) grazie all’aumento del numero degli occupati di oltre 10 mila unità (+0,2%) ascrivibile esclusivamente alla componente femminile (+0,8%).

Inoltre, dopo sei trimestri consecutivi, si arresta la contrazione degli occupati nell’industria manifatturiera, che crescono dello +0,4% (5 mila lavoratori) rispetto al IV trimestre 2009. La nuova occupazione è a tempo determinato (+15,4% rispetto al IV trimestre 2009) e a tempo parziale (+1,7%), mentre è in continuo calo l’occupazione a tempo indeterminato full-time (-1%).
Il tasso di disoccupazione scende al 5,5% rispetto al 6,4% del IV trimestre 2009.
Considerando però anche gli scoraggiati e gli equivalenti a 0 ore raggiungerebbe l'8,1% rispetto al 4,9% dei livelli pre-crisi. La disoccupazione continua a concentrarsi tra gli individui che hanno perso una precedente occupazione (77%) e ben il 47% è in cerca di occupazione da più di 12 mesi rispetto al 36% del livelli pre-crisi.

E’ particolarmente critica la situazione della fascia più giovane della popolazione: il numero degli occupati in età compresa fra i 15 e 24 anni cala dell’8,5%, pari a oltre 21 mila giovani occupati in meno, rispetto al IV trimestre 2009; rimangono elevati sia il tasso di disoccupazione (20,6%) sia quello di inattività (+67,8%). Tra i giovani lombardi coloro che non lavorano, né sono impegnati in percorsi di istruzione e formazione (NEET) raggiungono nel 2010 il 15,6% della popolazione giovanile, rispetto al 14,5% del 2009 e al 22,2% medio nazionale.

Coerentemente con quanto emerge dalla Rilevazione ISTAT, i dati dell’Indagine Congiunturale segnano nel I trimestre 2011, per la prima volta all’inizio della crisi, un saldo occupazionale positivo (+0,2) e le prospettive delle imprese industriali e artigiane lombarde continuano ad evidenziare una tendenza al miglioramento.
Nel I trimestre 2011 si consolida anche la tendenza al rallentamento dei provvedimenti di Cassa Integrazione Ordinaria (- 61%) e della CIGS in deroga (-32%); per la prima volta dall’inizio della crisi, diminuisce anche il ricorso ai provvedimenti straordinari (-25%).
Torna ad intensificarsi però il ricorso alla mobilità che, dopo la battuta di arresto di fine anno, torna sui livelli del I trimestre 2010. In complesso, nel I trimestre 2011 i lavoratori potenzialmente  coinvolti in situazioni di crisi equivalgono all’1,9% dell’occupazione dipendente (in riduzione rispetto al 3,5% del I trimestre 2010).
L’inversione del ciclo economico, avviata dalla seconda metà del 2009, appare ormai consolidata, ma il mancato recupero di quanto perso durante la crisi, ritarda più del consueto gli aggiustamenti nel mercato del lavoro: nel breve periodo è ragionevole al più ipotizzare un riassorbimento dei lavoratori in cassa integrazione, che ritarderà la creazione di nuova occupazione, a discapito soprattutto delle nuove generazioni.

Unioncamere Lombardia, Ufficio stampa, e-mail: redazionenews@lom.camcom.it
Fonte: Unioncamere Lombardia

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