Sono 1.750 le assunzioni previste nella provincia di Perugia entro il III trimestre 2011, di queste il 25%, pari a 440 posti di lavoro, sono assunzioni stagionali. La percentuale di lavoro stagionale in provincia risulta più bassa rispetto all’Umbria (27%) al Centro (33%) e alla media nazionale (34%).
“Del totale delle assunzioni previste – ha notato il presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni - oltre 1.500 avverranno nel settore dei servizi, pari al 88% del totale; il restante 12%, pari a poco più di 200 unità, nell’industria”. A livello dimensionale rileviamo una forte richiesta da parte delle le imprese con meno di 10 dipendenti, che effettueranno più della metà della assunzioni, complessivamente 900 persone, di cui il 13% stagionali; circa 560 lavoratori verranno chiamati dalle imprese più grandi (oltre 49 dipendenti), con una quota di stagionali pari al 30%, infine quasi 300 troveranno occupazione nelle imprese da 10 a 49 dipendenti, con una percentuale di stagionali che arriva quasi al 53%.
“Il sistema economico provinciale cerca di ripartire – ha detto il presidente Mencaroni – ma appare chiaro che le imprese sono costrette ad operare con grande circospezione. Difatti, delle 1750 assunzioni complessive solo l’11% sarà a tempo indeterminato e la percentuale provinciale risulta più bassa rispetto alle ripartizioni territoriali di riferimento: in Umbria si arriva al 12%, il doppio al Centro italia, fino a toccare il 28% della media nazionale”.
E’ da sottolineare che si evidenziano differenze molto marcate tra i settori economici. Nell’industria il contratto a tempo indeterminato assorbirà oltre il 54% delle assunzioni mentre nei servizi gli assunti a tempo indeterminato saranno soltanto il 5%.
I contratti più stabili assumeranno pesi differenti anche in base alla dimensione d’impresa. Le assunzioni a tempo indeterminato rappresenteranno oltre il 20% nelle imprese con 50 o più dipendenti, mentre nelle imprese da 10 a 49 dipendenti saranno il 4% del totale e l’8% nelle imprese più piccole.
Le figure più qualificate, gli high skill, saranno il 12,5% delle assunzioni totali, in linea con il dato regionale, ma al di sotto della percentuale del Centro Italia (16%) e della media nazionale (18%).
A livello settoriale la percentuale di high skill è maggiore nel settore industriale e più bassa nei servizi. Nel manifatturiero, infatti, è pari al 15%, e arriva a quasi il 25% nel settore moda. Nei servizi gli high skill saranno complessivamente il 12% degli assunti, ma con pesi molto diversi all’interno del settore: percentuali inferiori al punto percentuale si registrano per il commercio e il turismo mentre nei servizi alle persone si arriva ad oltre il 40%.
Gli impiegati e addetti vendita e servizi saranno il 60%, in linea con il dato regionale ma inferiori al valore del Centro 54% e alla media nazionale 47%. La percentuale di impiegati risulta più alta (79%) nelle imprese con meno di 10 dipendenti, è invece al di sotto del valore medio provinciale per le imprese più grandi. Gli operai rappresenteranno il 27% delle assunzioni, percentuale inferiore a quella del Centro (30%) e dell’Italia (35%). A livello dimensionale la percentuale è più alta nelle imprese con oltre 49 dipendenti, in cui raggiunge quota 47%. Nelle imprese da 10 a 49 dipendenti gli operai saranno l’11%, il 21% nelle imprese più piccole.
Ancora il Presidente della Camera di Commercio Mencaroni: “La ripresa non è ancora abbastanza forte e produce poco lavoro, ma fa riflettere il fatto che per il III trimestre 2011 sono considerate di difficile reperimento il 23% delle assunzioni complessive previste, quasi una su quattro. E se l’esperienza lavorativa verrà richiesta al 47% del personale assunto, l’età per il 56% degli assunti sarà inferiore a 30 anni. Una buona notizia per i tantissimi giovani in cerca di occupazione. Un lavoratore su dieci (11%) che troverà lavoro nel III trimestre 2011 sarà un cittadino immigrato”.
I lavori più richiesti nel III trimestre 2011 saranno:
1. cuochi, camerieri e professioni simili, con 470 assunzioni complessive, a cui sarà richiesta esperienza lavorativa nel 94% dei casi;
2. commessi e altro personale di vendita nei negozi, con 240 assunzioni, delle quali quasi 4 su 5 di difficile reperimento;
3. personale generico, con 220 assunzioni;
4. insegnanti ed esperti di formazione e di attività culturali, con 170 assunzioni, a cui sarà richiesta esperienza nel 72% dei casi;
5. operai metalmeccanici e elettromeccanici, con 130 assunzioni, di cui 3 su 4 ritenute di difficile reperimento.