Il secondo trimestre dell’anno, con un +4% rispetto allo stesso periodo del 2010, conferma la crescita della produzione del manifatturiero reggiano.
Lo rileva la consueta indagine trimestrale condotta dal sistema camerale i cui dati sono stati analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio.
“Si tratta di un risultato positivo – afferma Enrico Bini, Presidente dell’Ente – che si auspica possa essere confermato anche nei prossimi trimestri. La difficile situazione internazionale e nazionale che stiamo vivendo fa però temere che la crescita possa rallentare. Non a caso le previsioni formulate dagli imprenditori per l’immediato futuro, contrariamente a quelle indicate solo tre mesi fa, ricadono, seppur di poco, in territorio negativo”.
Per il terzo trimestre, infatti, prevalgono le aziende che prevedono in calo produzione e ordini con una particolare accentuazione degli ordini esteri.
Situazione quindi di attesa quella che si profila alla riapertura dell’attività dopo le ferie estive. L’unico elemento positivo, anche se con valori minimi, riguarda il fatturato.
Nel frattempo si osserva che nel trimestre appena trascorso, così come nei precedenti, le vendite all’estero hanno sostenuto, più di quelle all’interno, le nostre produzioni. A fronte di una crescita complessiva del fatturato in ragione d’anno del 2,7%, il solo estero è cresciuto del 4,3%.
Distintamente per settore, inoltre, i maggiori aumenti di produzione, sempre rispetto all’anno prima, si osservano per il metalmeccanico (+6%), il ceramico (+4,9%) e le materie plastiche (+4,7%). Si tratta dei comparti che unitamente all’elettrico-elettronico hanno rilevato le migliori performance di fatturato estero (+5,8% il metalmeccanico; +3% gli altri). L’abbigliamento, invece, registra un calo sia di produzione (-1%) che di fatturato estero (-0,3%).
Al positivo andamento rilevato - che non esclude la presenza di difficili casi aziendali ancora aperti e, come abbiamo visto, rappresenta la sintesi di comportamenti settoriali diversificati - hanno contribuito con intensità diversa tutte le tipologie d’impresa: dalle piccole, con un massimo di 9 dipendenti, che registrano rispetto al secondo trimestre 2010 un aumento di produzione dell’1,8%, alle grandi (quelle con oltre 50 addetti) che rilevano un +4,7%.
Se si circoscrive l’analisi all’artigianato - che rappresenta una quota importante del nostro tessuto manifatturiero - produzione, fatturato e ordini sono in tendenziale crescita ma più contenuta rispetto alla media generale. Le variazioni trimestre su stesso trimestre dell’anno precedente si fermano rispettivamente a +0,9%, +1,3% e +0,6% mentre il fatturato estero mostra una variazione negativa dell’1,2%.