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“Terres d’eau” è il progetto di valorizzazione turistica a carattere transnazionale finanziato sul programma d’iniziativa comunitaria Interreg IIIB Medocc, volto a incentivare lo sviluppo turistico sostenibile delle terre d’acqua. Dei risultati finali del progetto abbiamo parlato con la responsabile, nonché vice segretario generale della Camera di Commercio di Novara, Cristina D’Ercole.
Come nasce il progetto “Terres d’eau”?
L’idea di base del progetto è quella di poter sfruttare la caratteristica di essere “terre d’acqua” – che rappresenta il comune denominatore della Bassa Novarese e Vercellese, della Camargue, dell’Andalusia e della Macedonia Centrale – quale “falso scopo” per costruire insieme iniziative di studio, di scambio di esperienze e di promozione di un turismo alternativo rispetto a quello delle tradizionali mete di viaggio e vacanza e sostenibile. Nessuna delle aree coinvolte può vantare, relativamente alle proprie “terre d’acqua”, una riconoscibilità quale destinazione turistica, né a livello nazionale né internazionale, ma tutte possiedono emergenze artistiche, culturali, ambientali ed enogastronomiche di notevole rilevanza e sono collocate in prossimità di zone a forte vocazione turistica, con le quali si possono realizzare importanti complementarietà. Arricchire la proposta rivolta ai turisti che visitano i laghi Maggiore e d’Orta o la Valsesia o, considerata la vicinanza, le città di Milano e Torino con itinerari suggestivi nella Bassa Novarese o Vercellese può essere reciprocamente vantaggioso e portare a un incremento dei flussi di visitatori e/o a un allungamento della durata media dei soggiorni. E un discorso analogo può essere fatto per l’Andalusia, la Camargue e la Macedonia Centrale, che possono “agganciare” i turisti attratti dalle città di Siviglia, Arles e Salonicco.
dalle città di Siviglia, Arles e Salonicco.
Tra gli obiettivi dell’iniziativa c’è quello di accrescere l’attrattività turistica del territorio di risaia. Come vi siete mossi in questo senso?
Abbiamo innanzitutto effettuato, per ciascuna delle aree europee coinvolte nel progetto, un “censimento” delle emergenze esistenti, intese nell’accezione più ampia: dalle chiese ai castelli, dai musei alle gallerie d’arte, dalle cascine alle strutture ricettive e della ristorazione, dai parchi e dalle riserve naturali ai centri sportivi, senza trascurare il folklore, vale a dire feste, sagre e manifestazioni, né i prodotti e i piatti tipici dell’enogastronomia, che rappresenta un elemento portante del turismo che si intende sviluppare nelle “terre d’acqua”. Attorno a questi punti d’interesse, d’intesa con gli operatori locali, coinvolti attraverso azioni di animazione territoriale, sono stati costruiti itinerari turistici, attorno a temi-chiave, quali l’arte, l’ambiente, la devozione, l’enogastronomia, il tempo libero. In Camargue, in aggiunta alla costruzione degli itinerari, si è anche sperimentato un circuito di vendita diretta del riso e dei prodotti tipici dell’area, come la carne di toro, presso le cascine, i maneggi e le saline presenti nel delta del Rodano. Oltre a una mirata campagna di promozione, che si è sviluppata attraverso la costruzione di un portale Internet ad hoc (www.terresdeau.eu), la partecipazione a fiere internazionali e la realizzazione di materiale informativo, sono stati creati, in ciascuna delle aree, dei veri e propri pacchetti turistici, stipulando accordi specifici di commercializzazione con tour operator.
Il riso, protagonista dell’iniziativa, come compare nel progetto?
Il riso compare nel progetto sia come elemento che caratterizza, in modo unico, il paesaggio delle aree coinvolte, di cui ha condizionato in passato e condiziona tuttora l’ambiente, l’economia, le tradizioni, sia come protagonista della cucina locale, al centro del turismo enogastronomico. Il progetto vuole creare un legame molto stretto tra il prodotto riso e il territorio, nella consapevolezza che tale connubio possa rappresentare un elemento strategico nella promozione turistica.
I territori presi in considerazione sono completamente diversi tra loro. Nel realizzare il progetto, l’approccio al marketing territoriale ha seguito un’unica metodologia o è cambiato da zona a zona?
Per ciascuna area è stato elaborato, in avvio del progetto, uno specifico piano di marketing, finalizzato a fare un’analisi dell’offerta turistica presente nei diversi territori e un’analisi SWOT delle “terre d’acqua” sotto il profilo turistico. Ne sono scaturite importanti indicazioni, utili nella costruzione dei “progetti pilota”, oltre alla conferma dell’opportunità di lavorare assieme ad un progetto di promozione turistica sostenibile, pur nella consapevolezza che esistono delle diversità, anche sensibili, tra le diverse aree, le quali rendono necessari adattamenti o differenziazioni nelle metodologie da adottare.
Come hanno risposto il pubblico e gli addetti ai lavori all’evento di chiusura del progetto? All’indomani dell’momento conclusivo, può tracciare un bilancio della tre giorni dedicata al lancio dell’iniziativa?
La reazione del pubblico è stata complessivamente positiva, sebbene il periodo estivo e la calura dei giorni scorsi non abbiano certamente giocato a favore di un’ampia affluenza alle manifestazioni organizzate per celebrare la chiusura del progetto. Si può dire che a Novara e Vercelli si è respirata, per tre giorni, un’area “europea”. Nelle giornate di sabato 28 e domenica 29 giugno una delegazione internazionale ha visitato le città di Novara e Vercelli e la piana risicola circostante, rimanendo affascinata dalle emergenze artistiche e culturali esistenti e dal fascino di questo territorio. Per l’intera giornata di domenica, inoltre, si è svolta a Novara, nella Sala contrattazione merci della Camera di Commercio, una mostra-mercato con stand di operatori locali e stranieri, allietata da musiche e balli della Bassa Novarese e Vercellese, della Francia, della Spagna e della Grecia e da degustazioni di piatti e prodotti tipici delle medesime aree geografiche. Particolarmente proficuo è stato, infine, il congresso conclusivo di lunedì 30 giugno, dal quale sono giunti spunti interessanti, frutto del prezioso scambio di esperienze che si è attivato tra i partner, e la promessa di continuare a lavorare insieme, affinché, come ha sottolineato il collega francese, “Qui ne doit pas être sans suite !!!!”