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studi » Ferrara - Le previsioni occupazionali per il 2009
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Visite:1700Nessun votoVota:![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Infermieri, fisioterapisti e altre professioni legate alla salute; progettisti elettronici, programmatori e sviluppatori informatici; le professioni legate al risparmio energetico e alla tutela ambientale: in un mercato del lavoro, quello ferrarese, che soffre, chi cerca un impiego in questi ambiti avrà quest’anno molte più probabilità di trovare lavoro. Sono, infatti, alcune delle professioni “introvabili”, quelle cioè di più difficile reperimento, che emergono dall’analisi dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ferrara sulla base del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. E questo nonostante le previsioni formulate da un migliaio di imprese della provincia con almeno un addetto dipendente, indichino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 1.310 unità rispetto allo stock di fine 2008 (-2%), 380 delle quali concentrate nel settore artigiano. “Excelsior mostra che le imprese ferraresi, in quest’anno difficile per l’economia a livello internazionale, stanno producendo il massimo sforzo per mantenere quanto più possibile le risorse presenti in azienda”, è il commento del Presidente della Camera di Commercio di Ferrara, Carlo Alberto Roncarati. “Ciò dipende dal particolare modello produttivo provinciale, contraddistinto dalla presenza della piccola impresa diffusa, profondamente radicata sul territorio. E’ un modello produttivo che ha una forte valenza anche di tenuta sociale e che ha il suo punto di forza nelle produzioni di qualità. E soprattutto per le piccole imprese qualità delle produzioni significa innanzitutto qualità del capitale umano: ecco perché le nostre imprese stanno ancora di più puntando su assunzioni qualificate. Le figure più professionalizzate sono, infatti, quelle in grado di fare innovazione, di progettare il nuovo. Le nostre indagini – ha concluso Roncarati - confermano poi che lo spazio da colmare tra i fabbisogni di capitale umano di qualità e sistema della formazione è ancora elevato. Questo gap è un freno a mano tirato rispetto alle potenzialità di sviluppo del sistema locale. Occorre però non dimenticare le tante persone che oggi si trovano in Cassa integrazione. Nei prossimi mesi, per agevolare il loro reinserimento, sarà importante anche favorire adeguati percorsi di formazione e sostenere la nascita di nuove imprese (auto-impiego)”. Più in particolare, la flessione più accentuata riguarda la piccola impresa che occupa meno di 10 addetti, e, in termini settoriali, l’industria manifatturiera e le costruzioni. La rilevazione, che si riferisce alla sola domanda di lavoro dipendente nel settore privato (escludendo il settore agricolo), evidenzia una previsione di 4.760 entrate nel mercato del lavoro, alle quali si contrappongono 6.070 uscite. Cala, inoltre, la percentuale di assunzioni a tempo indeterminato. Nel 2008, in provincia di Ferrara esse rappresentavano il 39,0% del totale, quota che scende al 18,9% delle 4.760 assunzioni previste nel 2009 e che si colloca decisamente al di sotto del valore medio regionale (29,5%) e nazionale (32,2%). Crescono, invece, nella provincia le assunzioni a tempo determinato di carattere stagionale, che, rispetto al 2008, passano da 1.400 a 2.210 unità. E si modifica anche il profilo della domanda di lavoro sotto l’aspetto formativo: mentre rimane stabile la richiesta di laureati (il 7,2% del totale), tradizionalmente inferiore rispetto a quella media regionale e nazionale (rispettivamente 11,1% e 11,9%), scende in misura sensibile quella di diplomati. Per questi ultimi, si passa dal 42,9% al 35,6% del totale, un valore, anche in questo caso, sensibilmente più basso rispetto ai valori nazionale e regionale. In compenso, aumenta la richiesta di qualifica professionale, così come anche la quota di assunzioni per le quali non viene richiesta alcuna formazione specifica. Le imprese ferraresi che prevedono assunzioni per il 2009 rappresentano il 18,7% del totale, cioè una quota decisamente più bassa rispetto allo scorso anno (29,5%), e che si colloca a metà strada tra il valore medio regionale (30,6%) e quello nazionale (28,5%). Questa riduzione riguarda in modo abbastanza uniforme tutti i settori di attività (salvando in parte i soli servizi extra-commerciali), oltre che tutte le classi dimensionali, anche se colpisce con particolare intensità le imprese che occupano meno di 50 addetti. Le imprese che non prevedono per quest’anno assunzioni in alcun caso salgono invece al 79,0%: tra i motivi, le “difficoltà ed incertezze del mercato”, in oltre la metà dei casi, seguite da “organico al completo o sufficiente”. Camera di Commercio di Ferrara, Andrea Migliari, e-mail: andrea.migliari@fe.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Ferrara Ferraraadempimenti
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