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FERRARA - Operativo il bando per l'accesso al credito

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E’ operativo il bando per l’accesso al credito approvato dalla Giunta della Camera di commercio. Destinatarie del credito sono le imprese di tutti i settori produttivi (eccetto le imprese dell’agricoltura che beneficeranno di specifiche misure di sostegno da parte della Camera di commercio), che hanno un’unità locale e/o sede legale nella provincia. Il finanziamento massimo di liquidità è di 150 mila euro e l’Ente di Largo Castello interviene, per il tramite dei Confidi, per l’azzeramento degli interessi e delle spese per ciascuna pratica. Il contributo della Camera di commercio è fino a un massimo di 15.000 euro per finanziamento ed è calcolato in percentuale sull’importo del finanziamento. Esso varia dal 4,5%/anno al 5,5%/anno, a seconda che il finanziamento sia garantito o meno dal Confidi e/o dal Fondo di garanzia del Ministero dello sviluppo economico.

L’efficacia delle misure contenute nel decreto Rilancio dipende dalla velocità con cui si sapranno trasformare gli impegni in atti concreti”. Così il presidente della Camera di commercio, Paolo Govoni, che ha aggiunto: “L'emergenza Coronavirus ha reso ancora più evidente e urgente la necessità di una politica economica centrata su Ricerca&Innovazione che accompagni la riconversione e la transizione verso la trasformazione digitale e sostenibile. In questa direzione gli assi portanti di sviluppo non potranno che essere la collaborazione tra imprese e l’inserimento di giovani ricercatori nelle aziende. Impresa 4.0 e la transizione verso la sostenibilità ambientale rappresentano il fulcro dell’azione della Camera di commercio, che, insieme alle associazioni di categoria, ha avviato un percorso di attività per assicurare un ruolo centrale a Ferrara nella definizione ed attuazione del Green Deal europeo”.

Con lo shock dovuto alla diffusione del Covid-19, da febbraio 2020 moltissime imprese ferraresi hanno subito un crollo dei fatturati, che ha prosciugato la loro liquidità, a fronte di esborsi che restano necessari (fornitori, dipendenti, fisco, banche). Già prima dell’epidemia, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio segnalava una flessione della liquidità disponibile in azienda e il credito bancario era in calo. Ora si rischia che le riserve di cassa si azzerino rapidamente e che tante impresenon riescano più a far fronte ai pagamenti: questo potrebbe condurre a una crisi di solvibilità anche per imprese con bilanci solidi prima dell’emergenza.

Per la Camera di commercio ci vuole un cambio di passo, su almeno tre dimensioni. Innanzitutto serve una semplificazione che aiuti a minimizzare i tempi, con una maggiore diffusione di soluzioni digitali di raccolta dati per le istruttorie, che a oggi per alcuni passaggi mancano. Bisogna, inoltre, definire in modo più chiaro il ruolo delle banche, se reali erogatori di credito o se agenzie per il trasferimento di denaro. Infine, proiettando le domande di credito che stanno arrivando dalle imprese sugli stanziamenti statali, emerge la necessità di integrare le risorse perché si corre il rischio di non avere disponibilità per tutti i richiedenti meritevoli di credito, anche perché i fondi di garanzia sono stati quantificati con leve tra risorse pubbliche e risorse private che, per effetto del deterioramento del credito, potranno rivelarsi insufficienti.

Data di pubblicazione: 22/05/2020 10:45
Ultimo aggiornamento: 22/05/2020 12:46