Voci collegate
Visite:
13186
Nessun voto
Secondo la relazione del progetto BEST, lanciato nel 2000 dalla DG Impresa e sulla base delle valutazioni del gruppo di esperti costituito espressamente per l'implementazione del progetto, il fenomeno del passaggio generazionale potrebbe riguardare in Europa, nel prossimo decennio, sino a 690.000 piccole e medie imprese e 2,8 milioni di posti di lavoro ogni anno. Anche in Italia è stato previsto nello stesso periodo un potenziale di trasferimento del 40% di tutte le imprese.
Dai risultati di varie indagini condotte nel nostro Paese, si nota che il problema del passaggio generazionale si prospetta di massima intensità tra le ditte individuali, aziende familiari per definizione, ma non sono da meno le società di persone, seguite ad una certa distanza da quelle di capitali.
In altri termini, è un'aspettativa largamente diffusa il fatto che nei prossimi anni il problema del passaggio generazionale si farà pressante, non solo per l'impatto quantitativo, data la numerosità delle aziende coinvolte, ma anche perchè potrà modificare i lineamenti caratteristici della nostra imprenditoria medio-piccola. Su questo tendono ad emergere aspetti piuttosto interessanti, perchè se da un lato vi sono divvicoltà nel trasferire la capacità imprenditoriale, dall'altro si nota che il solo trasferimento familiare non è il solo modo con cui l'attività d'impresa si riproduce.
Esistono infatti almeno altre due vie: quella del subentro da parte di uno o più dipendenti e quella della gemmazione (da un settore dell'impresa ne nasce un'altra).
Ciò fa supporre che il passaggio delle consegne sarà certamente problematico se non pianificato. Per affrontarlo con tranquillità occorre investire risorse, prepararlo per tempo individuando con largo anticipo i soggetti dotati delle qualità necessarie a subentrare al fondatore.
Questa premessa mette in evidenza perché le istituzioni e gli enti che tutelano sotto l'aspetto socio-economico una qualsiasi collettività devono preoccuparsi anche di questo fenomeno e devono fare in modo che si manifesti nella forma meno indolore e possibilmente con i risultati migliori.
La Camera di Commercio di Treviso con gli altri attori dell'economia locale (associazioni economiche, ordini professionali, altri enti pubblici e privati) hanno quindi dato vita al Progetto Elisir per favorire la continuità d'impresa nel passaggio generazionale.
Il progetto "ELISIR", finanziato dall'Unione Europea, si propone di studiare i fenomeni descritti al fine di avviare politiche attive e nuovi servizi per il governo dello stesso.
Si tratta quindi di un "progetto laboratorio" diretto non solo a sviluppare ricerche, individuare diagnosi e terapie, ma progettare nuovi servizi per le imprese.
Il progetto è anche riconosciuto di rilievo strategico per l'economia del nostro territorio, con l'inserimento nell'Asse 4 "Sviluppo delle politiche della conoscenza" del Piano Strategico della Marca Trevigiana.
ELISIR è stato avviato a luglio 2005, ed eroga servizi a favore delle persone che desiderano affrontare in modo positivo la continuità d'impresa. Tutti i servizi erogati sono gratuiti, anche se con numeri limitati, considerando il carattere sperimentale del progetto.
Il progetto vede inoltre un importante scambio di esperienze e attività congiunte, con il coinvolgimento di quattro partner europei provenienti da Francia, Germania, Polonia e Repubblica Ceca e in cui l'Italia svolge il ruolo di coordinatore del partenariato transnazionale.
Per favorire al meglio lo sviluppo delle strategie succitate, è stato creato l'apposito portale www.continuitadimpresa.it.
Inoltre, sono fruibili una serie di servizi attraverso appositi sportelli. Per saperne di più, è stata predisposta una apposita brochure informativa.
(ultima revisione aprile 2011)
Camera di commercio di Treviso, Ufficio per le relazioni con il pubblico, stampa e comunicazione, tel. 0422595216, email: urp@tv.camcom.it
Fonte: Camera di Commercio di Treviso